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IL DOPPIO EX

Giordano: "Il Napoli può lottare fino in fondo"


Giordano: 'Il Napoli può lottare fino in fondo'
29/03/2011, 11:03

Lazio e Napoli sono state squadre che hanno lasciato un segno profondo nella luminosa carriera di Bruno Giordano. Icona biancoceleste e amato centravanti azzurro, del mitico trio che formava con Maradona e Careca. Idolo dell’Olimpico e del San Paolo, grazie a una fama conquistata a suon di gol e prodezze. Giordano analizza la grande sfida per un posto Champions.
«Napoli e Lazio sono andate oltre ogni previsione, disputando un campionato straordinario. La squadra di Mazzarri partiva da una base migliore e ha ottenuto risultati incredibili. Quella di Reja ha praticamente migliorato l’ottimo finale di stagione dello scorso: due protagoniste inattese ma presenti, a pieno titolo, nelle zone di vertice».
Proviamo a dare i voti ai vari reparti di Napoli e Lazio.
«Otto alla difesa della Lazio, sempre bloccata e chiusa, vero punto di forza della squadra. Mezzo voto in meno a quella del Napoli. Otto al centrocampo di entrambe le formazioni. Più fisico, vigoroso e adatto al sistema tattico di Mazzarri che deve supportare Cavani, Lavezzi e Hamsik senza chiedere loro particolari compiti di copertura. Più tecnico e agile quello a disposizione di Reja. Nove all’attacco azzurro, sette a quello biancoceleste. In questo caso è Cavani a fare la differenza perché ha concretizzato il novanta per cento delle occasioni».
Sulla base della pagella, il Napoli appare favorito.
«Certamente e credo che vincerà questa grande sfida. Purtroppo la Lazio non potrà schierare la migliore formazione, a causa delle squalifiche, e questo rappresenterà un fattore che peserà parecchio sugli effettivi valori in campo».
Che partita si aspetta?
«Una gara bloccata e tattica, soprattutto nella prima parte con le squadre che vorranno rischiare poco. Napoli e Lazio amano farsi attaccare e ripartire negli spazi, quindi cercheranno di controllare bene ogni situazione».
Quale sarà il tema tattico che deciderà l’incontro?
«La sfida tra il super attacco partenopeo, guidato da Cavani, contro la forte difesa della Lazio, imperniata su Dias. Questo confronto avrà un peso determinante».
Cosa dovrebbe fare la Lazio per fare risultato?
«Penso che molto dipenderà dal rendimento dei sostituti dei vari Matuzalem e Ledesma. Quelli che giocheranno, insomma, non dovranno far rimpiangere i titolari».
Che ruolo potrà avere il San Paolo pieno di pubblico?
«Si giocherà conoscendo il risultato del derby milanese. Se a San Siro dovesse vincere l’Inter o finire in pareggio, un’eventuale vittoria del Napoli porterebbe la formazione di Mazzarri ad un solo punto dalla vetta… Il pubblico rappresenterà e spingerà i partenopei in questa gara chiave nella corsa verso il sogno-scudetto».
Ma il Napoli può davvero vincere il titolo?
«Penso abbia la possibilità di lottare fino in fondo, anche in virtù del calendario favorevole».
E la Lazio conquisterà un piazzamento in Champions?
«Sarà dura, ma ce la farà».
Capitolo Zàrate: lei come lo farebbe giocare?
«È un attaccante e deve giocare vino all’area avversaria. Chiedergli compiti di copertura è come chiedere a Pato di rientrare in marcatura. Qualche volta può capitare ma Zàrate deve fare quello che meglio gli riesce: la punta. Adesso ha bisogno di segnare per tre-quattro partite di seguito. Se ci riuscirà, allora rivedremo il calciatore del primo anno italiano».
Giordano è rimasto tifoso della Lazio o del Napoli?
«Ho indossato i colori biancocelesti per sedici anni. Ho segnato il primo gol in A alla Sampdoria che avevo diciotto anni, ho vinto la classifica cannonieri di B e di A e sono arrivato in Nazionale. La Lazio la porto nel cuore, ma non dimentico i fantastici anni trascorsi a Napoli con il primo scudetto nella storia della città».
Quindi domenica tiferà Lazio.
«Come sempre»
Però le società che si sono succedute non l’hanno mai trattata per come avrebbero meritato i suoi trascorsi.
«Purtroppo bandiere, in questo calcio, non godono di grande considerazione. Io ci spero sempre perché ho un sogno che mi piacerebbe realizzare: allenare la Lazio o il Napoli. Per ora voglio salvare la Ternana».

FONTE: LaLazioSiamoNoi

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di Redazione
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