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Obbedienti, i dirigenti del Giro cambiano la scritta

Giro d'Italia: Israele si offende perchè si è parlato di "Gerusalemme Ovest"


Giro d'Italia: Israele si offende perchè si è parlato di 'Gerusalemme Ovest'
30/11/2017, 17:26

ROMA - Divertente episodio che riguarda il Giro d'Italia. Come è noto, gli organizzatori del Giro d'Italia hanno accetato cospicui finanziamenti (si parla di cifre che arrivano a 14 milioni) per organizzare le prime tre tappe dell'edizione 2018 fuori dall'Europa, in Israele. La scusa utilizzata è la commemorazione di Gino Bartali, ma in realtà si tratta di uno dei passi della campagna turistica con cui Israele, nel festeggiare i propri 70 anni, intende far sparire dalla stampa le crudeltà e gli omicidi commessi a danno dei civili palestinesi. 

Ieri è stata fatta la presentazione del giro d'Italia, specificando che la prima tappa si sarebbe svolta a "Gerusalemme Ovest". Cioè nella parte israeliana di Gerusalemme che, come è noto, nel 1948 venne divisa in due: una parte più piccola in Israele; il grosso della città (e soprattutto i suoi luoghi sacri) in Giordania, per tutelare i luoghi sacri per musulmani e cristiani dalla furia distruttrice dell'estremismo ebraico. Ma nel 1967, Israele invase parte della Giordania, compresa l'intera città di Gerusalemme. Da allora ha proceduto ad una lenta ma costante pulizia etnica della città da tutti i non arabi presenti, che oggi sono la minoranza. Inoltre, gli israeliani vogliono far passare l'idea che Gerusalemme sia la capitale di Israele (in realtà è Tel Aviv). Per questo il governo israeliano ha minacciato gli organizzatori del Giro d'Italia di ritirare il finanziamento promesso se avessero lasciato sul sito del Giro d'Italia la dicitura "Gerusalemme Ovest". Ovviamente, gli organizzatori del Giro hanno immediatamente obbedito; e così oggi si può leggere sul sito del Giro d'Italia che la prima tappa sarà a "Gerusalemme", senza ulteriori specificazioni. Come sempre, quando Israele oradina, in Italia nessuno ha il coraggio di spiegare loro dove possono ficcarsi i loro ordini. Tutti proni ad obbedire

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di Antonio Rispoli
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