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Grava vuole strappare il rinnovo a De Laurentiis


Grava vuole strappare il rinnovo a De Laurentiis
07/03/2012, 10:03

Pioniere, guerriero e soldatino. L’ultimo reduce del primo Napoli Soccer di De Laurentiis compie gli anni: Gianluca Grava compie oggi 35 anni con un sogno da esaudire, sfondare il muro delle 200 presenze in maglia azzurra per lasciare un segno indelebile nella storia del club, come hanno fatto altri «grandi vecchi» del Napoli. Sinora ha raggiunto quota 175 presenze, è il quinto degli attuali calciatori nel club dei centenari: Cannavaro conduce con 225 gare, poi Hamsik a 203, Gargano a 185 e Lavezzi a 176. Ragazzo umile, riservato e grande lavoratore, Gianluca festeggerà il compleanno con papà Adriano e con le proprie donne (la moglie Alessandra e le tre figlie) al suo locale, il Luanjez, a Recale. E non molla, perché il lieve stiramento sofferto a Parma non lo avrà vinto neanche questa volta. Già ieri ha provato una corsetta leggera per 10 minuti, nei prossimi giorni si sottoporrà a nuovo esame, vuole provare a recuperare per Londra, per l’appuntamento con la storia, o almeno per Udine ed in ogni caso in anticipo sui tempi. Insegue un posto nella storia come i grandi vecchi del passato. Il suo modello di riferimento, Beppe Bruscolotti (primatista di presenze con 511 gare) ha vinto, del resto, uno scudetto a 36 anni. L’altro grande capitano, Antonio Juliano, ha giocato in azzurro sino a 35 anni, come altri campioni del passato: Pesaola, Panzanato e Amadei tra gli altri. Il Napoli ha beneficiato della personalità e dell’attaccamento ai colori di questi «grandi vecchi»: non si dimentichi Castellini, portiere degli azzurri sino a 40 anni, o i 38 di Roccia Burgnich, ma anche i 34 e i 36 dei bomber azzurri Altafini e Canè. Lucarelli (37 anni) a parte, in scia di Grava nel Napoli ci sono De Sanctis (35 il 26 marzo) e Aronica (34), come lui riferimenti nello spogliatoio. La favola di «Giandu», che fa della dedizione e della marcatura asfissiante il proprio copyright, prosegue senza soste: fece capolino, dal Catanzaro, nel Napoli di Ventura a dicembre del 2004. Il doppio salto con Reja in A, l’esordio in massima serie a 30 anni, da capitano, a Udine. Le gare da protagonista con Mazzarri, il terribile infortunio al ginocchio a gennaio 2011, il debutto in Champions lo scorso 7 dicembre ed ora un altro infortunio, muscolare, che lo tiene fuori proprio quando aveva riconquistato la fiducia di Mazzarri. Grava non si arrende e non lo farà neanche a fine stagione: in scadenza a giugno, vuole strappare un altro anno di contratto a De Laurentiis, con cui ha instaurato un rapporto speciale. Nel segno del suo primo tifoso che non c’è più: nonno Beniamino, il cui volto è uno dei suoi cinque tattoo e a cui dedica spesso i suoi pensieri.
FONTE: IL MATTINO
PdM
 
 

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di Redazione
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