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Guerra a 100km dal campionato e la Libia si allena


Guerra a 100km dal campionato e la Libia si allena
20/03/2011, 14:03

Ci risiamo, un'altra volta dovremo confrontarci con una guerra. E' la partita che nessuno vorrebbe mai giocare, anche se serve a ridare libertà a qualcuno e a proteggere noi. Anche noi che ci infiammiamo per un gol, che snoccioliamo tabelle per cercare di anticipare chi vincerà la grande corsa per lo scudetto. Ieri c'è stata una partita che forse peserà molto sull'esito finale del campionato: il Milan sconfitto a Palermo da una squadra reduce da 5 kappaò consecutivi. Cose che in altri momenti avremmo definito drammi, grandi paure, avremmo anche istruito processi popolari sulle cause. Quello che sta accadendo in Libia forse riconduce il tutto a una dimensione più normale: La sconfitta è solo una sconfitta e il derby che arriverà sabato 2 aprile sarà solo una partita di calcio. Ieri si è giocato a Palermo, a centoundici chilometri dalla base aerea di Trapani, la prima a essere coinvolta nelle operazioni che Obama a nome dell'Occidente ha ordinato per scardinare la dittatura di Gheddafi, uno che aveva messo il naso anche nel calcio italiano con le azioni della Juventus acquistate da una sua finanziaria e con il figlio che s'era tolto lo sfizio di figurare nei tabellini ufficiali con le maglie del Perugia e dell'Udinese. Sempre con Cosmi in panchina, politicamente l'allenatore più lontano dalle idee del colonnello. Raccontare lo sport mentre aerei decollano dalle nostre basi per puntare su un paese in guerra che è anche nostro dirimpettaio, non è facile. Non vogliamo apparire fuori del mondo. Una giornata di sport ci attende, con il calcio a dominare la scena, con le risposte attese di Inter e Napoli al passo falso del Milan, con Valentino che scenderà in pista nel primo gp con la Ducati, con mille sfide in programma in tutte le discipline. Sulle tribune, nei bar sport, nelle nostre case anche stavolta ci divideremo, litigheremo per un gol subito, per un rigore non dato, per un fuorigioco fischiato, per un sorpasso contestato. Forse fingeremo che sia una domenica come le altre, sapendo che non potrà essere così. Per una volta almeno sapremo che la guerra, quella vera, si combatte altrove. Troppo vicino all'Italia.
Massimo Corcione per Sky.it

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di Redazione
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