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Hamsik e le tre punte, progetto possibile?


Hamsik e le tre punte, progetto possibile?
14/05/2010, 08:05

Mazzarri nell'ultima partita di campionato, a qualificazione uefa raggiunta, anche se era in ballo ancora il sesto posto, ha deciso di provare la soluzione Hamsik  arretrato nella posizione di mediano classico,  con le tre punte in avanti. La curiosità era tanta, era questa una soluzione paventata già da tempo, per dare la possibilità alla squadra di avere una prima punta di ruolo, Denis,l'unica che il Napoli ha nell'organico. La partita è stata vinta, non è stata una delle migliori degli azzurri dal punto di vista del gioco, ma è sembrato che Quagliarella e Lavezzi abbiano avuto la possibilità di muoversi meglio e si siano trovati anche con maggiore facilità rispetto al passato. E' evidente che la presenza di un giocatore forte fisicamente, con i veri movimenti che di solito compie una punta centrale, ha facilitato il napoletano e l'argentino. Hamsik, però, è sembrato un pò limitato nella posizione che solitamente occupa Pazienza. Lo slovacco  gioca in questo modo in nazionale, ma in quel caso si tratta di un 4-4-2 e non di un 3-4-2-1,i compiti risultano diversi; nel primo caso esiste una maggiore protezione, perchè si tratta di un modulo molto compatto,due linee di 4 uomini che richiedono ai due centrali di centrocampo di mantenere la posizione. Nel secondo caso, invece, i due esterni della mediana scalano sulla linea dei difensori nella fase di non possesso, quegli spazi lasciati vuoti devono quindi essere coperti dagli attaccanti esterni, ma se questo non avviene il lavoro che i due mediani devono svolgere è maggiore e sicuramente richiede una migliore specificità nel ruolo,che forse Hamsik al momento non potrebbe dare.  Inoltre, è inutile negare che perdere Hamsik nella fase offensiva, o almeno limitarne le incursioni sembra un vero sacrilegio. Marek continua ad essere il miglior marcatore stagionale della squadra con 12 reti realizzate, suo record personale in serie A. Lo stesso Mazzarri, a fine match, ha dichiarato che qualcosa a centrocampo non ha fuonzionato con l'Atalanta e che sarà difficile in futuro riproporre uno schieramento simile. Ma allora come giocherà il Napoli nella prossima stagione? La domanda pare lecita, in quanto la società si appresta ad ingaggiare una prima punta che avrà come obiettivo quello di mettere a segno tante reti, il nome ancora non è stato individuato, ma un attaccante arriverà.  E' altrettanto presumibile che questo giocatore sarà da considerarsi titolare e quindi ci si chiede come farà Mazzarri a schierare Lavezzi, Qugliarella, il nuovo attaccante ed Hamsik. La soluzione sarebbe semplice, basterebbe provare a giocare in maniera diversa, cambiare o meglio modificare il modulo attuale. Ma è questo il punto, l'allenatore toscano sembra poco propenso ad abbandonare il suo 3-4-2-1, soprattutto difficilmente varierà l'impostazione difensiva.

LE VARIANTI:

La questione tattica, ruota tutta intorno alla difesa a tre, assetto che ormai il Napoli adotta da tanti anni, precisamente dal campionato vinto in serie B con Reja. Anche Mazzarri la preferisce, ma questo non permette di giocare con Hamsik e le tre punte. Assodato infatti che lo slovacco non rende arretrato a centrocampo, bisognerebbe lasciare per forza di cose qualcono fuori, in quel caso non vorremmo essere nei panni dell'allenatore. In realtà si potrebbe provare a schierare la difesa a quattro, in questo modo, con due centrocampisti di sostanza a protezione del pacchetto arretrato, sarebbe possibile accompagnare la prima punta con tre giocatori. Un 4-2-3-1 per intenderci, che prevederebbe Hamsik, Lavezzi e Quagliarella alle spalle dell'attaccante di peso. Un'idea da non scartare, anche perchè nelle rare occasioni nelle quali gli azzurri hanno provato una difesa a quattro le cose non sono andate così male, vedi la partita di Milano contro i rossoneri, match in cui si è davvero rischiato poco difensivamente. Variante di questo modulo sarebbe il 4-2-1-3, con la posizione di Hamsik leggermente più bassa rispetto a quella dei tre attaccanti. Tutte scelte che danno maggiori garanzie di impiego contemporaneo dello slovacco insieme alle punte senza doverne snaturare le caratteristiche; tutto però passa dalla difesa, difficile attuare certi movimenti con tre difensori e non quattro.

I PRECEDENTI CON QUESTO MODULO:

L'anno prossimo il Napoli avrà come obiettivo primario,anche se potrebbe preferire non dichiararlo, la conquista della posizione Champions. Andando indietro con la memoria, si fa davvero fatica nel ricordare qualche formazione che abbia ottenuto questo risultato con il modullo attuale del Napoli. Il 90% dei club, se non di più, usa la difesa a quattro in Europa.In Italia, le formazioni che adottano la difesa a tre sono Parma, Livorno, la Lazio con l'arrivo di Reja, tutte dal medio o basso profilo isomma.  Anche questo è un dato da non sottovalutare in previsione di una crescita della squadra.

Il SACRIFICIO DI UN GIOIELLO:

L'ultima ipotesi, quella forse più facile da immaginare,anche se risulterebbe la più dolorosa ed amara da digerire, riguarda la possibilità che la società potrebbe considerare, di sacrificare uno dei pezzi pregiati, magari sostituendolo con un giocatore di talento, dalle belle speranze, ma che sia ancora poco conosciuto e che quindi possa inizialmente accettare senza eccessivi disagi qualche panchina. In questo modo, Mazzarri continuerebbe lo sviluppo del proprio progetto tattico senza pressioni. Non a caso iniziano ad arrivare notizie di squadre che sarebbero pronte a fare follie per Hamsik. Come si comporterà la società di fronte ad un'offerta importante per lo slovacco? Arduo prevederlo, ma è certo che la crescita del Napoli passa attraverso la crescita dei propri talenti e l'acquisto di altri possibili fuoriclasse, evitando cessioni eccellenti. Giù le mani da Hamsik e Lavezzi quindi. La speranza, è che prima di effettuare mosse sul mercato, tutto l'entorauge azzurro abbia ben chiaro il progetto tattico da attuare, in modo da insierire i tasselli giusti in un mosaico già ben avviato.

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di Gianluca Cammarota
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