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LO SCRIVE IL CORRIERE

Hamsik: "Insieme a Vargas, è ora di rimontare"


Hamsik: 'Insieme a Vargas, è ora di rimontare'
04/01/2012, 12:01

Il punk della porta accanto. Eccolo Marek Hamsik: cresta da ribelle e occhialino e gesti e toni da ragazzo a modo. I simboli, forse, della sua "doppia vita". Quella di serissimo professionista del pallone, ma anche di giovane alla moda. Di padre accorto che tiene d'occhio Christian e aspetta a giorni di diventare un'altra volta padre e il padre di giocate e gol sempre eleganti e mai banali. Per questo e altro, per questo e anche per non aver mai piantato grane, Hamsik è pure il pupillo di De Laurentiis. Uno di quei calciatori sui quali il presidente puntò nell'estate del 2007 per la grande avventura in serie A. Quella che in cinque anni avrebbe dovuto riportare il Napoli in Europa e che ha felicemente mantenuto la promessa. Sì, cominciò con quel ragazzo che fu un gran colpo di mercato, la nuova vita azzurra e ancora da lui ripartirà il secondo tempo della storia. Praticamente già scritto il nuovo accordo con scadenza giugno 2016. Hamsik e il Napoli ancora e sempre assieme e non solo perché il giovanotto va blindato e difeso da eventuali tentazioni di svincolo forzato (articolo 17 del regolamento Fifa sui contratti e i trasferimenti). Nient'affatto. Quella di restare assieme, è stato innanzitutto una scelta, un desiderio del Napoli e del calciatore. Parola di Hamsik, che consegna ai microfoni di "Studio Sport" di Mediaset le sue speranze per l'anno appena cominciato. « Se n'è chiuso uno splendido e ne è cominciato un altro appena appena velato dal rammarico per la posizione in campionato. Ma niente tristezze: ora dobbiamo risalire», mette subito in chiaro lo slovacco, pure lui stregato dalla Champions. «Sinceramente - ammette - non pensavamo di superare il "girone della morte". Erano tutte squadre forti ma le abbiamo affrontate e battute dimostrando che anche noi valiamo», si rallegra.
Ma non si ferma qui il progetto Europa del talento azzurro: « Vogliamo continuare a stupire nonostante il Chelsea nostro prossimo avversario. Un nome, quello della squadra inglese, che già da solo sta a significare forza, esperienza, presenza di grandissimi campioni. Ma - aggiunge Hamsik - abbiamo battuto il City e ora vogliamo battere anche il Chelsea».
Parla da leader Hamsik, l'uomo che a Napoli ha lanciato la moda della cresta e che per questo è amato dai ragazzi e un po' meno dai loro genitori. Ma quando giochi a calcio e sei un campione il perdono è sempre a buon mercato. E il campionato? Nulla è compromesso. Così la pensa il signorino Marek, anche se? « Anche se servirà un'impresa per entrare nei primi tre. Ed è un peccato che per la Champions non conti più la quarta posizione. Comunque - dice - di qui alla fine il percorso e ancora lungo, mancano la bellezza di ventidue partite e quindi non c'e ancora nulla di deciso o di scontato».
Un messaggio a chi sta davanti? Un guanto di sfida all'Udinese, alla Juve e anche a quel Milan al quale Hamsik, a lungo identificato come il "mister x" del mercato rossonero, sembrava destinato un'estate fa? « Macchè. In tempo di mercato si chiacchiera tanto, ma mi avete mai sentito dire che sarei passato al Milan? Ad ogni modo - aggiunge - è acqua passata. Roba vecchia. Ora c'è il Napoli e null'altro. E sia chiaro: sono felicissimo di questa maglia azzurra e di questo Napoli che sta facendo davvero grandi cose. Se ho voglia di vincere? Certo che ce l'ho. Non ho ancora vinto nulla e un successo è proprio quello che mi manca. Però stiamo facendo di tutto per conquistare qualcosa d'importante. Ormai questo è chiaro a tutti».
Potrebbe essere il 2012 l'anno del primo successo? Niente da fare: neppure un campione come lui riesce a leggere nel libro del destino azzurro. « Per questo 2012 - spiega - per ora ho solo sogni. Il primo è di essere protagonista in campionato e Champions, l'altro di vedere felici i tifosi azzurri. Che sono veramente tanti e stanno dappertutto».
Già. E Vargas può aiutare? Hamsik come vede e giudica l'ultimo arrivato in casa Napoli? « Certo che ci potrà aiutare. Anzi, dovrà farlo. Non lo conosco di persona, però l'ho visto giocare e mi sembra proprio niente male».

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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