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RASSEGNA STAMPA

Hamsik: "Ora vogliamo la Coppa Italia"


Hamsik: 'Ora vogliamo la Coppa Italia'
15/05/2012, 11:05

NAPOLI - Lo stadio del sogno è qualche passo più in là ed in un lunedì d'apparente riposo, attraversato osservando in Foro Italico dalla pancia e regalandosi un po' di tennis e un po' di shopping, il viaggetto su Roma sa di perlustrazione ambientale, un blitz a cuore aperto per arrivare al dunque: «Noi vogliamo portare la Coppa Italia a Roma». Si scrive Juventus e si ripensa ad Hamsik, il principe azzurro e la sua «Vecchia Signora»: cinque diapositive (più due) per rileggere la liaison d'uno slovacco audace ed «irriguardoso», un talento dispettoso che s'è preso la briga di scarbocchiare nel giardino della «Real Casa» capolavori di stampo personale utili per regalarsi pomeriggi d'autore. Give me five e Juventus-Napoli diviene una carrellata nella galleria dei ricordi, un promemoria di ciò che lo scugnizzo divenuto leader e «bandiera» in pectore ha realizzato nel suo quinquennio partenopeo in quella che normalmente è ritenuta la madre di tutte le partite: ma ora ch'è c'è in palio la Coppa Italia, quale sarà mai l'etichetta? «Volevamo la Champions, ma non ci siamo riusciti. Hanno pesato i punti persi con Catania, Roma, Atalanta e Bologna. Ma ora vogliamo la Coppa Italia».

LA PRIMA VOLTA - Madame è una tentazione che s'intravede da lontano, nel chiacchiericcio del suo primo mercato vestito d'azzurro, in quell'eredità tecnico-tattica di Nedved che viene affidata ad Hamsik; e quando è Napoli-Juventus, il 18 ottobre del 2008, tutti gli occhi sono sull'enfat prodige che sa come si fa per meritare il palcoscenico: Amauri porta la Vecchia Signora in vantaggio ma di testa - diventerà una caratteristica, vedrete - Hamsik fa l'1-1 che Lavezzi trasforma in 2-1, con tanto di traversone del suo socio slovacco.

LA PRIMA DOPPIETTA - Ventitré anni per vincere a Torino e pure stavolta ci pensa Hamsik, che ci ha preso gusto, lascia scappare via i bianconeri - ma stavolta addirittura con due gol di vantaggio, poi dal 13' al 45' della ripresa si scatena con Datolo e assieme confezionano il sorpasso storico che vale la gloria per sempre, che segna praticamente la metamorfosi determinata dalla cura-Mazzarri, che fa da apripista e conduce prima in Europa League e poi, appena una stagione dopo, in Champions.

IL PRIMO ERRORE - Le imprese, per essere tali, devono avere connotazioni particolari: ad esempio, Juventus in vantaggio, al san Paolo. Chiellini fa 1-0 al settimo minuto, il venticinque marzo del 2010, e quando Hamsik va sul dischetto e sparacchia alla curva, Fuorigrotta piomba nel tunnel della disperazione e sospetta che stavolta non ci sarà spazio per la felicità: e allora Hamsik azzera l'errore, va di testa, fa 1-1, esulta spolverandosi la maglia, come per dire mi sono tolto un peso, e poi consegna a Quagliarella la palla del 2-1, prima che Lavezzi sigilli la serata.

IL PRIMO PARI - Tanto per gradire, rieccolo a voi, in un 3-3 che avvince, entusiasma, deprime, eccita, comunque sconvolge: il solito Hamsik non riesce a far cose normali e infatti, quando segna dal dischetto, esulta imboccando il tunnel che porta lo spogliatoio. Ne riesce e scopre che deve ripetere, perché per Tagliavento c'era troppa gente in area: alto. E allora, di testa, tanto per ripetersi, lui fa 1-0, poi è show pirotecnico, aspettando la prossima. Ci siamo: Roma, stadio Olimpico, è Napoli-Juventus, la partita di Hamsik. «Sarà difficile, ma vogliamo la Coppa».

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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