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IL PUNTO DI CORBO

"Hamsik, storia di milioni e ipocrisia"


'Hamsik, storia di milioni e ipocrisia'
29/06/2011, 10:06

De Laurentiis si è dato un giorno e una notte per riflettere. Lunedì non reagì subito all’intervista di Hamsik, il suo miglior giocatore che ormai apriva al Milan. Anche con Mazzarri preferì tacere, alla fine ha vinto lui. Con la replica di ieri, studiata nelle virgole, sistema tutte le pedine in suo favore. Non ci voleva un uomo di cinema per trovare nell’ambiguità di un titolo da film il suo spot migliore. "Hamsik è incedibile, ma se arriva una proposta indecente? Che ti lascia senza parole, che costringe a sederti e a bere acqua?". È quello che si aspetta lui, ora. Una proposta indecente, già. Ma il romanzo di Jack Angelhard come la pellicola di Robert Redford e Demi Moore sono il dramma dell’angoscia, l’umiliante ed effimero trionfo del danaro, il dolore dello strappo, la mestizia del ritorno ai sentimenti. Qui non c’è niente di tutto questo. È solo una storia di calcio moderno, quindi di milioni e ipocrisia, di interessi e finzione. Con la replica di Aurelio de Laurentiis, si delinea una scena che annuncia nuovi colpi. Hamsik, come nei suoi gol d’agguato, sbuca dai cespugli. All’improvviso. Sceglie un giornale slovacco per urlare un addio. Con l’intervista, mai smentita, si promette al Milan perché "è la svolta", perché vuol vincere, e vincere in Italia. La mossa gli costa la popolarità a Napoli. Ma il coraggio paga: ora i milanisti lo aspettano, deve quindi uscire dal suo tatticismo Galliani, il Milan è costretto ad accelerare.

La nuova scena dà slancio al procuratore Mino Raiola, che spunta in tutti gli affari impossibili. Li porta spesso a termine. Campano di Nocera Inferiore emigrato ad Harlem, ex cameriere di panini e pizze, due anni di università e sette lingue, sa mediare e far comprendere il valore del danaro. Ora il Milan non può ritrarsi, anche il prezzo della sua commissione sale. De Laurentiis è in vantaggio su tutti. Hamsik l’ha sollevato da una verità impopolare, può incassare milioni senza timori, ormai i tifosi sono indignati con Hamsik e gli perdonano anche una "cessione indecente".

Il Milan sta peggio di tutti. Scoperto il suo piano, ha poco margine per fissare prezzo, tempi, condizioni magari infilando in cambio anche giocatori usurati. Se questo è il quadro, sono inevitabili alcune riflessioni. È giusto cedere un campione al più forte concorrente italiano? Il Barcellona venderebbe uno dei suoi titolari al Real Madrid? Il Napoli vuol essere davvero l’anti-Milan o la fotocopia dell’Udinese che seleziona, compra, alleva, valorizza talenti per poi rivenderli? Se Hamsik apre al Milan per vincere, ha già valutato il Napoli come club non competitivo? Dopo sette anni, il Napoli smette di vincere? La fuga di Criscito, i misteri di Inler, l’acquisto di Dzemaili e Donadel hanno ridimensionato il Napoli nei giudizi dei suoi leader? Se per Mazzarri è Hamsik un giocatore strategico, quindi insostituibile, quanto vale Mazzarri oggi nel Napoli? Che Hamsik sia importante non lo dimostrano gli ultimi quattro anni. Ma le esigenze del Napoli che verrà. C‘è un motivo tecnico. Anche il testardo allenatore dal parruccone da tenore sa che non potrà ripetere lo stesso modulo, ormai noto. Gli esterni, Maggio e Dossena o le loro controfigure, filano in verticale come su un binario. I rivali li bloccano piazzando sulle corsie due sentinelle. Per avanzare, gli esterni avranno bisogno di un centrocampista che li accompagni correndo in verticale. Nessuno meglio di Hamsik sa cercare la profondità con triangoli veloci. È l’espressione più intelligente e dinamica del moderno centrocampista d'attacco. È quello che doveva essere e non è stato Cassano, perché non scatta in avanti, ma accorcia sui mediani. Con Hamsik e Boateng il Milan sarebbe potente, rapido, cinico. Presidente De Laurentiis, se accettasse la “proposta indecente”, come sarebbe invece il suo Napoli?

Fonte: Antonio Corbo per Repubblica Napoli

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di Salvatore Formisano
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