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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Hamsik-Lavezzi-Cavani, vediamo se siete stelle"


'Hamsik-Lavezzi-Cavani, vediamo se siete stelle'
22/11/2011, 11:11

Che noia sentir parlare del divario tra Manchester City e Napoli. Solo la gente del calcio sa svilire il fascino di una notte come questa. Non disturbate i tifosi, arrivano in sessantamila, lasciateli sognare nello stadio che ha una sua magia: è forse il più tetro della Champions, ma nessun altro fa volare la sua squadra in cima al mondo.
Raccontare in cifre la potenza devastante del Manchester City è facile. Ma inutile. Come descrivere in brevi cenni l’universo. Il tema è un altro: passa un gigante che sembra invincibile, lo è davvero? Ha un punto debole. Ed il Napoli, se è ancora il Napoli di Cavani, di Lavezzi, di Hamsik, in un delirio di fantasia aggressiva, di cinismo rapace, di velocità scientifica può colpirlo.
È un’impresa, certo. Ma che cos’è il calcio se non le fa neanche immaginare? Il Manchester City è primo con 34 punti su 36, nove vittorie consecutive, uno sciame di gol che manda in estasi l’emiro di una dynasty da tre miliardi di euro, con pozzi di petrolio, aerei, banche e quote in Italia, tra scooter e bolidi, tra Piaggio e Ferrari.
Ma la sua difesa a 4 ha due centrali troppo inglesi nei pregi e nei difetti davanti al portiere acrobata Joe Hart, che in allenamento fa gol in rovesciata. Il ventinovenne inglese Lescott e il belga di origini congolesi Kompany non hanno i movimenti e le malizie dei migliori difensori latini. Roberto Mancini, l’intelligenza tecnica che nel calcio inglese è il pregiato “made in Italy”, rivela qualche dubbio. In Champions, proprio contro il Napoli preferì Zabaleta a Richards a destra e Kolarov - autore del gol - a Clichy a sinistra per un più elastico controllo delle fasce. Mancini sa che da quelle parti sbuca il Napoli più pericoloso, dalle corsie. Al centro, invece si fida di una strana coppia: Yaya Touré, nazionale ivoriano con contratto da dieci milioni l’anno, è anima, muscoli e idee. Accanto, c’è Gareth Barry, più solido nella copertura, ex bandiera dell’Aston Villa, inserito da Mancini per dare un altro giro di chiave davanti alla difesa.
Molti ripensano al 25 agosto. Montecarlo. Il Napoli fu abbinato nel feroce girone A al Bayern, al Manchester City, al Villarreal. Nessuno, ricorda Mazzarri, pensava ad una possibile qualificazione. È vero. Con i suoi 5 punti può scavalcare gli inglesi, secondi con 7 dietro il Bayern.
Ma un’altra data fa riflettere: il 14 settembre il Napoli bloccò il Manchester mettendolo alle corde nel finale dopo un inizio sofferto. Ma dov’è finito quel Napoli? Pochi giorni dopo sconfisse il Milan buttandolo 5 punti sotto. Oggi ha i conti in rosso: in 7 gare una vittoria, tre pari, tre sconfitte, in un campionato fatalmente ingrigito ma ancora aperto.
Che stasera i tre signori del gol mostrino il loro valore. Bravi finora i loro agenti: paventano spesso offerte di grandi club per far lievitare gli ingaggi. De Laurentiis un po’ ci sta, un po’ ci casca. Ma se Lavezzi, Cavani e Hamsik sono tre star del calcio europeo quale opportunità migliore per chiarirlo? Altrimenti non restano che gli artifici verbali di Mazzarri per convincere Napoli. Vediamo se quei tre sono protagonisti da Champions. Vediamo qual è il gioco che all’estero tutti ammirano. Vediamo se è questa la grande squadra che una città soffoca di amore ed euro. Notte tra sogni e verità, che notte.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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