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UN GIGANTE IN ASCESA

Hassan Yebda, l'indispensabile


Hassan Yebda, l'indispensabile
07/04/2011, 10:04

Ormai è cosa certa: Hassan Yebda è diventato indispensabile. Sembra essersi convinto anche Mazzarri che, nell’ultima partita, ha preferito l’algerino a Gargano, lasciando in panchina l’uruguayano.
Una scelta dettata dall’evidenza, vista la fase involutiva attraversata da “El Mota” e la ritrovata brillantezza del gigante francofono. Brillantezza che, senza dubbio, è venuta fuori in modo evidente nella gara con la Lazio.
Yebda è salito in cattedra dopo un primo tempo di grande sofferenza, in cui Pazienza, al quale Mazzarri aveva consegnato le chiavi del centrocampo, ha sbagliato moltissimo. L’africano è sembrato trasformato nei secondi 45’: si è preso sulle spalle la squadra e, caricandosi di responsabilità, ha iniziato a cantare ed a portare la croce.
Una prestazione maiuscola, fatta non solo di muscoli e polmoni ma, incredibilmente, anche di tanto “fosforo”. Yebda ha infuso sicurezza nei compagni, tornando spesso nella propria trequarti per farsi dare palla e far ripartire l’azione. Ha lottato e corso, ma ha anche spinto e provato a velocizzare la manovra.
Un compito arduo per chi, come lui, non ha grandi qualità tecniche. Lo è, però, anche per Pazienza e Gargano, ma tant’è. Il modulo di Mazzarri, infatti, non prevede l’utilizzo del regista puro e, dunque, è necessario che i mediani tentino di aprire il gioco sulle fasce, ricorrendo al lancio, alla “sventagliata”.
Giocata che, probabilmente, non è molto nelle corde dei centrocampisti del Napoli attuale, ma che Mazzarri, giustamente, ritiene necessaria. E allora? Yebda poteva mai farsi pregare? No ed infatti, non l’ha fatto.
Ha superato i propri limiti, trascinato dai sessantamila del San Paolo, ed ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Una prova da incorniciare, quella del gigante algerino.
Ed ora… chi ci rinuncia più?

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di Pietroalessio di Majo
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