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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"I numeri certificano la resa del Napoli"


'I numeri certificano la resa del Napoli'
23/01/2012, 09:01

E’ una resa certificata dai numeri: 29 punti e settimo posto in classifica, alla fine del girone d’andata. Il Napoli dei sogni estivi non c’è più, almeno in campionato: tagliato fuori dalla lotta scudetto e già lontano anche dalla zona Champions, raggiunta invece trionfalmente nella scorsa stagione. Il passo indietro della squadra di Mazzarri è sempre più evidente. Neppure a Siena, contro un avversario in grave emergenza per infortuni e squalifiche, gli azzurri sono stati capaci di andare oltre l’ennesimo e grigio pareggio (1-1), per giunta in rimonta. Pandev è riuscito a evitare nel finale soltanto la sconfitta, dopo il meritato vantaggio dei toscani con l’ex Calaiò e il rigore gettato via qualche istante prima (35’ st) da un irriconoscibile Cavani, fermato dalla prodezza di Pegolo. Si è spenta la luce del Matador e della maggior parte dei suoi compagni, non all’altezza ieri pomeriggio delle aspettative dei cinquemila tifosi al seguito. La scelta più indovinata l’ha fatta De Laurentiis, rinunciando alla trasferta allo stadio Franchi. Il presidente deve avere capito che aria tira, in campionato. Suonano come una resa i conti di Mazzarri, che dopo il pareggio ha parlato più da manager che da allenatore. «Macché fallimento: il Napoli ha il settimo budget stipendi della serie A ed è anche al settimo posto in classifica. Significa che la squadra sta facendo in pieno il suo dovere, sul campo. Non sempre si può strabiliare come nella scorsa stagione». Ma una vittoria a Siena, ieri, non avrebbe avuto quasi nulla di miracoloso, contro un avversario senza quattro titolari. Sannino ha potuto opporre solo una onesta resistenza, rassegnandosi a una gara sulla difensiva e accettando alla fine di buon grado il pareggio, nonostante il vantaggio di Calaiò a metà della ripresa (22’ st). «Prima della partita avrei firmato per questo risultato e adesso dico che dobbiamo prenderlo lo stesso con felicità. Abbiamo rosicchiato qualche cosa alle nostre dirette concorrenti per la salvezza e tenuto testa a un avversario che ha tantissima più qualità di noi, specialmente in attacco. Il punto va bene, avevamo parecchie assenze». Hanno passato l’esame le seconde linee, da Pesoli a Bolzoni. Fantastica la prova del portiere Pegolo, aldilà del rigore respinto a Cavani. Decisiva pure la sua parata, nel recupero, su un tiro da distanza ravvicinata di Pandev. Il Napoli stava quasi per rimettere a posto le cose, grazie al gran finale del ritrovato attaccante macedone. Era stato suo anche il gol del pareggio (41’ st), firmato con una bella deviazione di testa. Ma l’intera posta sarebbe stata un premio eccessivo, per gli azzurri. Ha ballato per l’ennesima volta la difesa, che ha sempre incassato perlomeno una rete nelle ultime nove giornate di campionato. Male Cannavaro, punito da Calaiò solo al secondo tentativo, dopo che l’ex più atteso della partita aveva colpito in pieno la traversa nel primo tempo. Sono parecchi i giocatori di Mazzarri giù di corda: Inler, Campagnaro, Maggio, Gargano e Hamsik, cresciuto soltanto quando l’allenatore l’ha arretrato a metà campo. La mossa decisiva è stato il ritorno di Lavezzi, però, assente da un mese per infortunio. Il Pocho ha un’altra marcia e la metterà a disposizione dei compagni nei prossimi appuntamenti. Dopodomani c’è l’Inter: quarti di Coppa Italia. E a febbraio c’è il Chelsea, più che uno sfizio. Ora è la Champions il primo obiettivo.
FONTE: REPUBBLICA
 

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di Redazione
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