Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

IL CIUCCIO CHE VOLA

I preliminari della Vecchia Signora…


I preliminari della Vecchia Signora…
20/05/2010, 08:05

Il risultato dell’ultima partita di campionato del Napoli interessava tra il niente e il quasi niente. Il risultato minimo era ormai aritmeticamente raggiunto, il sogno matematicamente svanito. Allora tanto valeva per i tifosi napoletani godersi fino in fondo la gioia più grande di questo campionato. E così due case editrici napoletane hanno deciso di andare a festeggiare il ritorno del Napoli in Europa, a danno della Juve proprio in casa loro, nel giorno in cui si concludeva il peggior campionato della storia della Vecchia Signora. Al Salone del Libro di Torino sono stati presentati due libri: “Juve – Napoli 2-3 - Miracolo a Torino”, di Maurizio de Giovanni (Ed. Cento Autori) e “Seppellitemi qui”, di Raffaele Auriemma (Edizioni Graaf).
La persecuzione letteraria ai danni della Vecchia Signora era iniziata qualche anno fa, sempre ad opera di Maurizio de Giovanni, con un altro piccolo grande libro “Juve – Napoli 1-3. La presa di Torino”, un concentrato di ironia e emozioni, in cui si narra dell’epica partita della squadra capitanata da quell’angelo altissimo, biondo, con gli occhi azzurri, sulle cui ali iniziò a volare la fantasia dei tifosi azzurri. Da quando è uscito quel libro, la Juve contro il Napoli perde sistematicamente. I gobbi (così vengono affettuosamente appellati gli juventini qui a Napoli) quando vedono de Giovanni ormai si grattano… E ora ci si è messo pure Auriemma!
Auriemma e de Giovanni: due modi di scrivere totalmente diversi; Cento Autori e Graaf due case editrici con piani editoriali solitamente diversi, che per una volta hanno avuto un’idea congruente: quella di andare a sparare sulla Croce Rossa. I due libri sono stati presentati, infatti, lo scorso fine settimana al Salone del Libro di Torino, con gli Elkann, gli Agnelli e migliaia di tifosi juventini che si aggiravano per il Lingotto, non credendo ai loro occhi nel vedere quei maledetti napoletani che andavano a sfotterli fino a casa loro, presentando due maledettissimi libri in cui si narrava dell’ennesimo sfortunato capitombolo della povera Vecchia Signora, che da quella caduta non si è più riuscita ad alzare.
Chi scrive è un tifosissimo del Napoli, che adora de Giovanni e i suoi libri, sia i noir che quelli umoristici, che adora Auriemma e tiene ancora conservata una audio-cassetta della sua straordinaria radiocronaca della partita di Coppa Uefa Napoli – Juventus, ma queste cose non si fanno. Cari amici, queste cose non si fanno. Non si spara sulla croce rossa!
Certo, anche per me è una goduria infinita vedere la Juve dall’alto verso il basso. Certo, anche io, a differenza del nostro presidente, non ho sofferto ma goduto nel vedere i faccini di Del Piero & C. dopo le due sconfitte di quest’anno contro il Napoli e dopo le tante altre sconfitte che hanno subito in questo campionato.
 Nell’anno in cui la Vecchia Signora sarà costretta a fare i preliminari con gli albanesi in pieno agosto, non si doveva infierire così, anche se è una gioia indescrivibile e impareggiabile andare a festeggiare in casa loro il ritorno in Europa.
Associare l’idea della Vecchia Signora costretta ai preliminari con undici albanesi, provoca una certa ripugnanza a chi ha lo stomaco delicato, perché inevitabilmente si tende ad associare questo tipo di scena ad altra stomachevolmente hard. E anche solo per questo, gli arbitri hanno cercato di evitare in tutti i modi questo scempio, concedendo rigori per tuffi a centrocampo e creando giurisprudenza sportiva in quantità industriale, insieme al creativo Tosèl. Ma, purtroppo, lo spirito di Maifredi si è impossessato della Vecchia Signora e l’ha riportata ai nefasti tempi della Juve - Ospitaletto.
Tanti tifosi napoletani alle presentazioni di questi due libri, tanti sorrisi azzurri, ma anche diverse facce bianche e nere che assistevano impotenti ad una nuova “Presa di Torino”. Dopo che migliaia di napoletani erano in passato emigrati al nord occupando importanti posti dirigenziali nelle più grandi industrie torinesi, dopo che l’Angelo biondo scucì lo scudetto dalle maglie bianconere in quel pomeriggio indimenticabile, ecco che questi maledetti sudisti, ritornano armati di spavalderia e di sogni, che ultimamente si realizzano sempre e solo contro i poveri bianconeri.
Cari Maurizio e Raffaele, come avreste reagito voi se negli anni in cui la Juve ci rubava gli scudetti, Gianpiero Mughini o Carlo Nesti avessero scritto dei libri su quelle epiche rapine e fossero venuti a presentarli da Ciro a Mergellina, magari offrendo tarallucci e vino ai presenti?
Sì, lo confesso, alle presentazioni dei vostri libri al salone del libro di Torino c’ero anche io, ma mi ero trovato lì per caso. E per puro caso, mi sono trovato a godere anche io in quell’atmosfera surreale, dove una città in bianco e nero, si colorava di azzurro. Ma, ripeto, non si spara sulla croce rossa. Ma non li avete visti come stanno Secco, Blanc, Bettega e tutti gli altri? Come si fa ad infierire contro questa povera gente, irridendoli con i vostri libri, fino a dentro il salone di casa loro? E poi, signor de Giovanni, addirittura coinvolgere in questo sfottò a domicilio anche un granata storico, che sghignazzava di gusto durante la lettura del suo racconto. Caro signor Zaccarelli, lei che è sempre stato uno sportivo leale, che ha fatto del fair play uno stile di vita, non si doveva prestare.
Sì, è vero, anche io non riuscivo a trattenermi dal ridere; quel de Giovanni questa volta si è proprio superato. Ci sono delle parti (un buon 98% del libro) che fa piangere dalle risate, ma –lo ribadisco – non era quello il luogo e il modo per festeggiare il ritorno in Europa a discapito dei nostri nemici storici. E’ come fare sesso con la moglie del nostro odiato vicino di casa e affacciarci in mutande dalla sua finestra. Non è corretto.  
Intanto, un ciuccio vestito a festa, ma claudicante, si presentava a Marassi per affrontare una Samp che aveva bisogno dei tre punti per andare lì dove qualcun altro sarebbe potuto andare. Il ciuccio, azzoppato dalle solite squalifiche e da alcuni infortuni, ha venduto cara la pelle fino all’ultimo minuto. Il Napoli ha dimostrato che, anche in formazione rimaneggiata, non è inferiore ai blucerchiati e, dopo averli battuti al San Paolo, li ha messi sotto per buona parte della gara anche in casa loro, rischiando di vincere anche lì.
Ma a noi napoletani il risultato di Genova interessava poco. Ci aspettavamo solo che il Napoli onorasse degnamente la maglia e il campionato. E, almeno la squadra di Mazzarri, lo ha fatto. Il Palermo non potrà certamente accusare il Napoli di scarso impegno.
Il sogno è stato solo rinviato. Ne siamo assolutamente certi.
Delle solide fondamenta per costruire una squadra in grado di ben figurare in Italia e in Europa, ci sono. C’è bisogno di qualche investimento da parte della società, ma un bravo manager potrebbe ricavare un discreto gruzzolo sistemando in giro i calciatori in esubero e, con gli ingaggi risparmiati, permettersi di ingaggiare quei tre grossi calciatori da inserire nell’intelaiatura della squadra titolare e cinque o sei alternative valide da affiancare agli Zuniga, ai Denis, ai Datolo, che sono a mio avviso dei rincalzi di lusso.
Il campionato è finito, e il bar dello sport per un po’ è chiuso per ferie. Ma tra qualche giorno riaprirà per parlare di mercato e di nuovi sogni.
Non siamo del tutto felici, ma contenti, sì e ringraziamo la squadra, l’allenatore e la società per averci fatto divertire e soffrire come non accadeva da anni, con la speranza di soffrire in futuro sempre di meno e di divertirci sempre di più. 
 
di Gianni Puca

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©