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A PASSO DI DANZA

Il balletto del Napoli


Il balletto del Napoli
21/03/2011, 10:03

Balla Napoli. Si salta e si danza a ritmo delle note di "'O surdato 'nnammurato". E ci si diverte e tanto allo stadio San Paolo. Questo è il calcio, questo è lo sport col marchio d.o.p. partenopeo. Vincere e divertirsi. Il Napoli lo fa perchè è squadra; è gruppo solido e unito (contro tutto, verrebbe da dire). Con gli undici in campo a ballare c'è un'intero stadio, e la sua città alle spalle. Milioni di cuori azzurri che saltellano per la più scalmanata delle danze festive, quella che il trio magico balla a suon di applausi e gol. E' la danza della vittoria, fatta di colpi di tacchetti e punta, e di sorrisi di gloria. Le prime donne dello show sono sempre loro. Il tango argentino lo inscena il Pocho, in area di rigore sarda, per il rigore del vantaggio. La danza dell'Est è invece opera di Marechiaro, che la balla di tocco morbido. Il finale, è una malaka uruguaiana del mattatore ritrovato. Anzi due, perchè il pubblico chiede il bis, e il Matador non si sottrae agli applausi e lo concede. Ballano i tre re di Napoli, che messi assieme sembrano dire in un dialetto sporco "noi ce La Cav Ham semp". Alla grande, anche dopo un primo tempo grigio. Anche quando Mazzarri rischia una seconda colica renale nel vedere Cannavaro lasciarsi scappare Acquafresca mandando in frantuni pochi minuti di gioia. Se la cavano quei tre. Con un rigore procurato, un assist geniale ed una doppietta scaccia fantasmi. Se la cava Napoli, che continua ad avanzare a passi di danza e di divertimento. Così come è stato sempre concepito il calcio nel capoluogo campano. 

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di Salvatore Formisano
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