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EDITORIALE

Il botto, il condottiero, El matador


Il botto, il condottiero, El matador
19/07/2010, 06:07

Dopo tanta attesa, ecco il botto atteso da tifosi e appassionati della maglia azzurra. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha regalato ai propri sostenitori un nuovo gioiello. Luccicante per la freschezza che emana in mezzo al campo, spiazzante per il suo valore inestimabile e il suo improvviso sbalzo dal cilindro magico. Chepaux, Le jeux sont faits, se fosse un film quale titolo migliore di un’espressione che sembra dipingere alla perfezione il colpo ad effetto, solo il primo,  scoccato dal patron del Napoli. Frase perfetta per concludere un’azione cavalleresca e allo stesso tempo disinvolta, figlia di una trama tracciata tre metri sotto terra assieme all’altrettanto abile e depistante ds Riccardo Bigon.  Edinson Cavani rappresenta l’effetto speciale meglio riuscito del film sul Napoli girato dal produttore cinematografico, il capitolo più promettente della saga del secondo quinquennio azzurro. La macchina da presa passa ora nelle mani di Walter Mazzarri, unico e solo regista del campo. L’effetto sorpresa che ha caratterizzato l’acquisto di Cavani è legato infatti tanto alla capacità dei contraenti di nascondere la trattativa quanto alle caratteristiche tattiche mostrate dall’attaccante uruguaiano nella sua esperienza al Palermo. In Italia infatti, Cavani non è mai riuscito ad imporsi come prima punta, caratteristica che lo ha esposto agli occhi degli osservatori di tutto il mondo nella sua esplosione giovanile in Uruguay. Sin dai primi giorni di mercato, De Laurentiis preannunciava esplicitamente l’acquisto di una prima punta prolifica, lo stupore iniziale alla scelta di Cavani è stata una naturale, quanto speriamo superficiale, reazione di tanti. Il desiderio del calciatore, però, è quello di imporsi come prima punta e voci raccontano dell’intenzione di Mazzarri di voler sperimentare una soluzione superoffensiva. Difficile ipotizzare l’utilizzo contemporaneo di un tridente formato da Lavezzi-Cavani-Quagliarella con alle spalle Hamsik mediano e la spinta sulle fasce di Maggio e Dossena. Le ultimissime dichiarazioni di Mazzarri confermano infatti il suo personale scetticismo nell’arretrare Hamsik a centrocampo ma lasciano allo stesso tempo spazio ad un pizzico di speranza.  Il compito del mister livornese sarà quindi quello di studiare lo scacchiere più performante per sfruttare le caratteristiche degli eclettici e allo stesso tempo similari terminali offensivi. La missione è ardua ma entusiasmante, il percorso elettrizzante, il condottiero è carico.  C’è da domare un’irrefrenabile, e perché no, necessaria voglia di tridente. El Matador Cavani, chi meglio di lui, per rompere le briglie all’attacco azzurro.
 

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di Massimo La Porta
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