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IL CIUCCIO CHE VOLA

Il cielo ha un buon motivo per essere azzurro


Il cielo ha un buon motivo per essere azzurro
04/10/2010, 10:10

Paul Mc Cartney, negli anni ’80, scriveva una splendida canzone, resa celebre cantandola in duetto con Stevie Wonder, nella quale ci si poneva un quesito ancora oggi molto attuale “ebony and ivory live in perfect armony, side by side on my piano, oh lord, why don’t we”?

Bianchi e neri, ancora oggi, oltre che sulla tastiera del piano di Mc Cartney ancora hanno problemi a vivere fianco a fianco in perfetta sintonia. Ma ancora più difficile, anche secondo l’osservatorio del Viminale, è la convivenza tra azzurri e giallorossi. Non c’è niente da fare, ci sono dei colori che sono storicamente inconciliabili.

Probabilmente il Viminale, che spesso esagera un po’, avrebbe vietato anche l’accesso dei romanisti ad un evento dal rischio altrettanto elevato, organizzato oggi a casa del sottoscritto. Mio fratello, che dovrebbe sposarsi a breve con la fidanzata romana, ha avuto la brillante idea di organizzare l’incontro al vertice tra consuoceri proprio oggi. Un’intera famiglia giallorossa, romanisti de Roma, a pranzo con una famiglia quasi totalmente azzurra in occasione di Napoli - Roma.

Da precisare, che tra i romanisti, c’era un infiltrato aspirante genero laziale, e tra i napoletani una pecora nera, tifosa milanista, con a seguito fidanzato juventino. Tragedie che possono capitare nelle migliori famiglie, ed è capitata proprio nella mia.

Il rischio che accadesse qualcosa che facesse andare in fumo il matrimonio c’era tutto. Quindi non so perché mio fratello avesse scelto proprio questa domenica per tale evento e non la prossima, per esempio, che c’è la sosta.      

Mazzarri schiera in campo la miglior formazione possibile e a ciò si aggiunge la presenza tra i pali giallorossi del portiere Lobont, sul quale molti confidano, considerata la inevitabile stanchezza dei calciatori azzurri, rientrati tutti giovedì notte dalla Romania, ad eccezione di Santacroce ritornato stamane all’alba in bicicletta.

Inizia la partita.

4' Azione spettacolare del Napoli, Cavani apre per Hamsik che al volo lancia Dossena in area, che con un tiro al volo provoca la risalita di un peperone ripieno dall’esofago del suocero di mio fratello, che tuttavia deglutisce sportivamente, mentre mio padre fa saltare dal divano tutta la famiglia acquisita di mio fratello, atteso che non ha ancora tarato l’urlo che utilizzava allo stadio ai tempi di Maradona, alla nuova situazione di tifo casalingo.

7' Contropiede quasi micidiale di Lavezzi, di quelli che già sai all’inizio che, dopo una lunga sgroppata, si concluderà con un tiro alto sulla traversa o contro il portiere. La speranza è affidata a Lobont, che invece non riesce a farsi attraversare dal pallone, come pure sarebbe nelle sue corde.

19' San Gennaro si traveste da Cannavaro e si immola in scivolata respingendo un tiro a botta sicura di Cicinho. Mio padre commenta con un “mò pure ‘e pullece tenene ‘a tosse”, che gli ospiti romani inizialmente non comprendono e che poi dopo la traduzione di mio fratello condividono con una risata fragorosa.

20’ Totti sputa.

23' Dossena, lanciato a rete in contropiede, viene fermato dal guardalinee, che aveva alzato la bandierina per salutare la sorella in tribuna. I tifosi del Napoli indirizzano poco eleganti saluti alla germana dell’assistente dell’arbitro Tagliavento, che ha collezionato una lunga serie di risultati utili con la Roma e diverse migliaia di bestemmie dai napoletani per gli ultimi arbitraggi.

Tra il 25' e il 32’ Lobont compie due miracoli su Hamisk. Al secondo intervento anomalo del portiere rumeno, Mazzarri chiede di sottoporlo all’esame antidoping. Per sommare tre parate, Lobont deve mettere insieme le sue ultime trentasei gare ufficiali.

33’ Totti sputa. Un vero e proprio lama. Ma molto diverso dall'omonimo Dalai...

36' Insidiosissimo colpo di testa a sponda di Borriello, De Sanctis – che stava mettendo la macchinetta sul fuoco – para, nonostante il tentativo di Aronica di emulare Cribari. Gli occupanti azzurri del divano centrale sobbalzano e invocano i defunti del centravanti giallorosso e contemporaneamente, gli occupanti giallorossi del divano laterale, rivolgono epiteti sincronizzati ai parenti trapassati del portiere napoletano. Ciascuno nel suo dialetto.

38' Su cross di Maggio, colpo di testa di Dossena e, con Lobont battuto, straordinario colpo di reni di San Pietro.

Finisce il primo tempo. Totti sputa. Inizia il secondo. Totti sputa.

2' Lavezzi mette il turbo e vola verso la porta avversaria, Cassetti che comincia ad avvertire problemi all’impianto a gas, pensa che per fermarlo sia opportuno tamponarlo. Ammonito.

 13' Contropiede di Cavani: gli occupanti del divano di fede azzurra sono già in piedi con le braccia quasi al cielo e con i pugni che aspettano di stringere una gioia, quelli del divano giallorosso hanno già le mani in fronte, ma Lobont fa ciò che neppure il più ottimista dei romanisti e il più pessimista dei napoletani potrebbe mai immaginare: para!!!

Una strana e irripetibile bestemmia, che fonde per un attimo la cultura partenopea con quella romana “Li mortacci e chi t’’e m…) , viene interpretata correttamente anche dagli avi del portiere rumeno.

25’ Totti sputa. Ranieri sostituisce Borriello con Vucinic e lascia Totti in campo. Che Dio lo benedica!

26' Dossena, che quest’anno sembra un calciatore diverso rispetto al fantasma venuto da Liverpool, confeziona l’ennesimo assist e Hamsik impacchetta l’ennesimo regalo per coloro che lo considerano il centrocampista più forte al mondo. Lobont, nella fattispecie, ritorna se stesso. Il boato della curva azzurra supera di diversi decibel il limite della normale tollerabilità imposti dalla legge. Ma l’urlo in falsetto del laziale, che è primo in classifica dopo tempo immemorabile, rischia seriamente di far saltare l’altro matrimonio, quello che pure sembrava di complicata realizzazione. 

37' Campagnaro va sul fondo e gioca a flipper con Juan e Burdisso. Un tiro a due sponde degno del signor quindici palle. Cribari, in tribuna, osserva che si può fare di meglio. Speriamo che non gli sia mai più data la possibilità di darcene prova. Difficile capire se da casa del sottoscritto, situata a una ventina di km da Fuorigrotta, si senta il boato del San Paolo o se nel predetto stadio si sentano le urla disumane provenienti dal divano meno rilassato della storia dei divani.

38’ Totti sputa. Santacroce inizia il riscaldamento in bici e si avvia verso Catania, che ospiterà il Napoli dopo la sosta. Mazzarri bacia sulle labbra Frustalupi, che ha un cognome che descrive perfettamente la gara del ciuccio famelico.

Alla fine, pare che i due matrimoni si facciano lo stesso. Un napoletano con una romana e addirittura un laziale capolista con una romanista penultima in classifica. Una famiglia in cui si fondono e si confondono insieme tutti i colori del campionato, contro ogni previsione del Viminale...

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di Gianni Puca
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