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LA CRISI

Il coraggio delle scelte


Il coraggio delle scelte
09/03/2010, 08:03

Il Napoli è in crisi, è inutile nasconderlo. Se non nel gioco, sicuramente nei risultati, sprofondati, questi ultimi, sotto il peso pressante di improduttivi pareggi. Il risultato segnato dalla x in schedina, conquistato dal Napoli per cinque volte in otto partite, ha di fatto schiacciato verso il basso la squadra azzurra, fino a farla uscire dalla zona Europa. La divisione della posta in palio non è più tale nell'era dei tre punti e l'assenza di una spartizione realmente salomonica produce un sapore molto simile ad una sconnfitta. A far preoccupare però, non è soltanto la consistente tendenza a impattare al pareggio, quanto la causa scatenante di tale male: la sterilità offensiva. L'assenza in organico di un vero bomber sta pesando più di ogni altra cosa, la scarsa capacità di capitalizzazione del gioco prodotto ha danneggiato moltissimo il rendimento espresso nelle ultime otto partite. La contemporanea assenza di Lavezzi, mista al calo di condizione di elementi determinanti quali Hamsik e Maggio, ha accentuato il deficit non colmato dal mercato estivo. Nessuna magia individuale è stata più estratta dal cilindro. Privo di Lavezzi, l'arsenale di Mazzarri non è stato più rifornito e Quagliarella e Denis si sono impantanati nelle loro stesse polveri bagnate. L' attaccante stabiese ha pagato una cattiva collocazione all'interno dello scheletro offensivo unita ad una errata valutazione sulle sue caratteristiche e potenzialità. Impossibile ricercare nel suo pedigree le stigmate del bomber, difficile, sin dagli albori della sua candidatura a vestire la maglia azzurra, interpretare il ruolo preciso che avrebbe dovuto interpretare. Denis, invece, vacilla continuamente tra occasioni sprecate ed entrate dalla panchina risolutrici. In mezzo, l'ambiguità tattica di Hamsik. Tutto ciò, integrato dal rientro seppur precario di Lavezzi, ha generato la richiesta dell'introduzione del tridente. Una soluzione invocata proprio per colmare la lacuna strutturale dei tre attaccanti ma cestinata da Mazzarri perchè troppo audace se accompagnata all'utilizzo contemporaneo di altri elementi offensivi come Maggio ed Hamsik. La sconfitta di Bologna squarcia il dibattito e sconfina direttamente nelle valutazioni del mister toscano. Affermare che è giusto far giocare chi è più in forma vuol dire scegliere uomini e soluzioni adatte al momento. L'allenatore che ha di colpo trasformato la storia di una stagione che sembrava inabissare è chiamato a riformulare il secondo capitolo della rivoluzione. E' il momento delle scelte e per ogni decisione importante è indispensabile la forza del coraggio.

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di Massimo La Porta
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