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Il Gladiatore Maximo


Il Gladiatore Maximo
11/07/2010, 17:07

La trasferta nella repubblica ceca, ha sancito il nuovo ruolo di Max Biaggi nel campionato delle derivate di serie, quello di gladiatore. Prima delle gare, grandi erano le attese verso il leader del mondiale, perché si sarebbe corso sulla sua pista per eccellenza: Brno. Nella sua lunga carriera, in diverse classi e con moto differenti, erano nove i successi che Biaggi aveva raccolto sul circuito dedicato al primo presidente della nazione, Tomàs Masaryk. Chi non ricorda l’impennata incredibile che in sella ad una Honda Nsr 500 fece nel 1998 per festeggiare la vittoria? L’anno scorso proprio su questo asfalto, Max portò per la prima volta al successo la bellissima Aprilia Rsv 4 R. Un secondo ed un primo posto sono il bottino che il neogladiatore è riuscito a portare a casa, ma non con quella facilità che alla vigilia si credeva. Già nelle prove del venerdì è emerso che alla moto di Noale mancava qualcosa per far esprimere al meglio il talento del suo pilota. Nella Superpole, il coraggio e la classe di Max sono stati la marcia in più, e il secondo posto conquistato in griglia di partenza, presagiva una nuova marcia trionfale. Al via di gara uno, la moto numero tre si porta subito al comando, ma neanche due giri, Jonathan Rea, Cal Crutchlow e Ruben Xaus gli sono davanti. A guardare l’azione dell’italiano durante le fasi di percorrenza di curva, si notava una tendenza della sua moto a non voler seguire le linee impartite dal Michelangelo di Brno. Mentre Rea e la sua Honda si allontanano indisturbati verso la vittoria, il corsaro ha deciso che per porre rimedio ad una situazione critica, bisogna indossare le vesti di gladiatore, e trasformare la ruota anteriore della Rsv 4 R, in un gladio. Così giro dopo giro, con un passo costante sui due minuti netti al giro, Xaus e Crutchlow sono sorpassati, e il trinomio italiano, moto, sponsor e pilota, conquistano la seconda posizione. Il gladiatore però non ci sta, perché uscire da Brno senza una vittoria, anche se con più punti sul primo inseguitore in classifica, sarebbe stata come una mezza sconfitta. I tecnici di Noale nelle ore che precedono il via di gara due, forgiano un nuovo gladio, e al semaforo verde, gli avversari si rendono subito conto del sapore del suo acciaio. Rea e Biaggi si portano subito al comando, con il gruppo degli inseguitori che si distanzia man mano che diminuiscono le tornate per la bandiera a scacchi. Il gladiatore, come ogni buon guerriero, studia bene il suo avversario, alla ricerca del suo punto debole. A metà lotta, oops gara, Max sferra il colpo decisivo, e nonostante le resistenze di Rea, si invola verso la nona vittoria stagionale, la decima in terra ceca. La gioia del gladiatore sul podio che celebra il suo trionfo si basa su più motivi. Il primo è che a dicembre diventerà per la seconda volta padre. Il secondo è che porta a sessantotto i punti di vantaggio sul Leon Haslam, secondo in classifica generale. Come ogni campione che si rispetta, sono tanti i tifosi che seguono il pilota di Roma in giro per il mondo, per non far mancare il proprio sostegno. A Brno non voleva mancare Sergio, suo concittadino che purtroppo è costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Biaggi, come facevano una volta i gladiatori al Colosseo al termine del combattimento, ha prima omaggiato il pubblico, poi ha dedicato proprio a Sergio la medaglia del vincitore. Fa piacere vedere che nel mondo c’è una fetta d’Italia che sa vincere sia in gara, sia dopo.

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di Alfredo Di Costanzo
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