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RISCHIO ABBONDANZA?

Il guaio più bello del mondo


Il guaio più bello del mondo
05/09/2011, 10:09

Chi lo doveva dire a Walter Mazzarri che avrebbe avuto problemi di abbondanza? Il tecnico livornese lo ha espressamente chiesto, ci ha sperato, ed ora si trova nella miglior posizione possibie per un allenatore. Alla sua tavola c'è abbondanza di piatti. Dall' asado argentino, al manzo alla creola uruguaiano; dal gulash slovacco al sutlijash macedone, ultima portata servita al banchetto, lì dove tecnico e tifosi già assaporano il gusto e la bontà del piatto.

MAI SAZI - Certo, i tifosi avrebbero preferito anche un altro piatto forte, magari in sostituzione della pur sempre sublime cucina uruguaiana. Ma, come spesso ha detto De Laurentiis, "bisogna declinare lo scostumato vizio di chiedere una portata in più quando già si è sazi". Società e tecnico lo sono già. Bigon, da grande maitre, ha servito con eleganza e precisione chirurgica ogni piatto al mister livornese. Uno a distanza di tempo dall'altro, per permettere ad allenatore e tifoseria di poter gustare al meglio ogni singola portata.

ABBONDANZA? - Per i tifosi non è mai troppo, e non lo è neanche per il tecnico. Lui stesso ha chiesto un altro piatto dal menù, ed è stato accontentato. Lui, adesso, saprà come gustarlo e farlo gustare a chi si siede alla tavola azzurra. I primi tre sono presenti e certi. Il quarto, quello macedone, è ancora poco conosciuto e palatabile per i gusti partenopei. Toccherà al tecnico capire come e quando servirlo. Se tra il primo e il secondo (tempo) o da subito come piatto forte. Senza mai abbondare, perché l’equilibrio è tutto. Anche nell’alimentazione.
 

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di Salvatore Formisano
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