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IL CIUCCIO CHE VOLA

Il malato visionario


Il malato visionario
20/04/2010, 10:04

Tutti sono ormai rassegnati davanti all’evidenza. Tranne lui, che considera evidenza solo la matematica e a volte manco quella. Lui non è un tifoso ottimista. Per lui dovrebbero coniare un aggettivo ad hoc. Sì, perché nemmeno l’aggettivo utopista lo descrive compiutamente. Lui crede che a Napoli pure i miracoli siano qualcosa di ordinaria amministrazione. E i suoi sogni non sono in bianco e nero, come quelli dei sognatori comuni, ma sempre colorati di azzurro…
Qualcuno ha definito “malati” questo tipo di tifosi, ma nella fattispecie ci troviamo di fronte ad un malato visionario. Lui vede una luce azzurra anche lì dove è buio pesto. Vede ciucci che volano nonostante le polveri provenienti dall’Islanda. Vede una città tutta tappezzata di azzurro, pronta ad esplodere al 95’ minuto dell’ultima giornata, allorquando si compirà il destino. Lui non è che ha la speranza che l’impossibile possa per miracolo avverarsi, lui ha la certezza matematica, che nella sua testa ha quasi un fondamento scientifico, che le sue visioni possano alla fine essere condivise anche dagli scettici e dai realisti. Lui lo sa che cinque punti sono tanti, tantissimi, soprattutto perché la squadra che ha cinque punti di vantaggio ospiterà in casa propria proprio quel ciuccio che porta sulla soma il sogno di quell’unico malato che ancora non vuole saperne di guarire, di rassegnarsi. Sa anche che c’è un’altra squadra fortissima che ha tre punti di vantaggio e una che ha un punto in meno, ma che non pare rassegnata e ha sempre… il vento a favore….
Ma lui è abituato a lottare per ogni sogno, sempre, fino alla fine.
Gli è stato insegnato che non bisogna lasciare mai nulla di intentato ed è assolutamente certo che per vedere il vincitore di questa corsa interminabile occorrerà il fotofinish.
Sa che i punti persi in casa con Parma e Fiorentina potrebbero essere decisivi, purtroppo.
Sa che quei meritatissimi punti che sono stati bruciati da sviste (?) clamorose dell’uomo nero, che ha avuto un accanimento molto poco terapeutico nei confronti dei malati azzurri, potranno essere maledettamente decisivi, purtroppo.
Ma sa che ce ne sono altri dodici a disposizione, che potrebbero essere altrettanto decisivi. Questo è il campionato dei sorpassi e dei controsorpassi e si deciderà all’ultima curva.
Sia lo scudetto, sia gli altri traguardi più ambiti, dalla Champions, ai posti in Europa League a quelli per rimanere in serie A verranno decisi all’ultima giornata, all’ultimo secondo. E allora lui pensa che è troppo presto per deporre le armi e pensare alle occasioni perdute.
Nulla è ancora definitivamente perduto.
Solo l’evidenza pare dimostrare ciò.
Ma l’evidenza non conta.
Nel calcio, come in tutte le altre cose, ha sempre contato poco più di niente.
Anche il fatto che Lavezzi non sia un bomber è qualcosa di assolutamente evidente. Lui non è una prima punta, non è manco una seconda punta da quindici goal a campionato, ma a Bari il Napoli ha vinto con una doppietta del praticante bomber argentino, che ha segnato un goal bellissimo e uno straordinario, con un missile sganciato quasi da Castelvolturno…
Sembrava evidente anche che lo sfortunato Santacroce fosse un calciatore destinato al prepensionamento, a causa dei continui infortuni, ma il caparbio ragazzino ha dimostrato di poter essere ancora preziosissimo. E’ evidente anche che Zuniga non si trovi a proprio agio a sinistra, per mesi sembrava evidente che Cannavaro e Grava non fossero dei calciatori da serie A, sembrava assolutamente evidente che Pazienza fosse il mediano più scarso della storia del Napoli, che Denis fosse l’erede naturale di Calderon e Rinaudo quello di Prunier, ma proprio i gregari stanno dimostrando di essere la forza di questa squadra, in cui tutti, o quasi tutti, stanno facendo la propria parte, provando a dare non il massimo, che non sarebbe sufficiente, ma qualcosa di più.
Purtroppo mancheranno per alcune di queste partite decisive, dei giocatori fondamentali come Maggio e Quagliarella. Ma in queste partite conta la determinazione e Zuniga e Denis ne hanno da vendere e non faranno rimpiangere i titolari, che il visionario vede come protagonisti nell’ultima gara, contro al loro ex squadra.
Lui pensa che i presunti “bidoni” di Marino saranno fondamentali in questo finale di campionato.
Vorrebbe solo ricordare a qualcuno che con i soldi con cui qualcuno ha comprato Tiago, Povlsen e Felipe Zero, Marino ha comprato tutti i duecento calciatori della sue gestione, facendo qualche errore ma portando a Napoli diversi calciatori che hanno creato delle plusvalenze che superano di gran lunga le minusvalenze, create dai vari Bucchi, De Zerbi, etc… Ma non è questo è il momento di fare bilanci. Non ancora.
Lui è convinto che questa squadra non sia un bluff e che lo straordinario lavoro di Mazzarri non possa finire con un nulla di fatto.
Non riesce ad immaginare quei ragazzi e quell’allenatore con la lava incandescente che gli scorre nelle vene con le facce tristi all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Lui il finale di quel campionato lo ha già visto. Lui è un visionario e ora vede Mazzarri che corre come Tardelli per tutta Genova e poi, sempre di corsa, arriva fino a Piazza del Plebiscito, dove migliaia di bandiere azzurre sventolano come ai bei tempi.
Vede quei ragazzini terribili, che per quindici giorni svolazzeranno per le strade di Napoli come scugnizzi qualsiasi e molti di loro saranno protagonisti anche ai prossimi campionati del mondo in Sud Africa.
Certo, le probabilità sono pari a quelle che un ciuccio ha di passare nella cruna di un ago perso in un pagliaio, ma è proprio per questo che occorre essere concentratissimi e super determinati fino alla fine. L’impresa è difficile, quasi impossibile, ma questa squadra ha dimostrato in più occasioni di essere formidabile nel capovolgere i pronostici, sia quelli favorevoli che quelli che la vedevano soccombente sulla carta.
Le tabelle nel calcio non servono, i calcoli si fanno alla fine e alla fine, lui, che è un visionario vede che l’evidenza verrà sconfitta e che l’entusiasmo farà la differenza.

Gianni Puca

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di Redazione
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