Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

MAGO DELLA TATTICA

Il Mattino: "Sergio Buso mancherà al calcio"


Il Mattino: 'Sergio Buso mancherà al calcio'
27/12/2011, 12:12

Quell'uomo alto e forte è stato piegato dalla leucemia a sessantun anni. Sergio Buso, padovano, ex portiere del Bologna, era stato soprannominato da Gazzoni Frascara, uno dei suoi ex presidenti, la «Treccani del calcio». Studiava e conosceva nei dettagli i calciatori di tutto il mondo, era il più aggiornato sulle tattiche. Un teorico e infatti nelle esperienze da primo allenatore non ebbe molta fortuna. Preferì il ruolo di vice, di prezioso consulente. Cominciò con Ulivieri a Bologna però non lo seguii a Napoli nel '98. Suggerì a Renzo di inserire nel suo staff come preparatore dei portieri un tecnico delle giovanili rossoblu, l'ex centrocampista Walter Mazzarri, che avrebbe cominciato quell'anno la sua carriera nel calcio che conta. Un segno del destino perché poi il tecnico di San Vincenzo è tornato a Napoli e ha realizzato le sue imprese più belle, la qualificazione in Europa League e poi in Champions. Buso ha vissuto successivamente due brevi esperienze professionali a Napoli. Nel 2002 era il vice di Franco Colomba. Quando venne licenziato, arrivò Scoglio ma, in attesa che il Professore firmasse il contratto, andò in panchina Buso. Una sola partita, quella del 22 dicembre al San Paolo, pareggiata per 1-1 contro il Venezia. Sergio sarebbe tornato con Roberto Donadoni, di cui era stato assistente anche nel biennio in Nazionale. Solo una volta i cronisti al seguito del Napoli nel ritiro austriaco di Lindabrunn ascoltarono la voce del collaboratore dell'ex ct. De Laurentiis aveva obbligato al silenzio stampa l'intera squadra e Donadoni decise di far parlare Buso, che rispose a domande tattiche, anticipando come avrebbe giocato l'attaccante Obinna, poi non preso per problemi legati al contratto di immagine. Donadoni e Buso avrebbero lasciato il posto a Mazzarri, proprio lui, nell'ottobre 2009. Mancherà al calcio un personaggio come Sergio. «Era un amico, aveva sopportato il dolore con grande forza e dignità», ha ricordato Donadoni ai funerali che si sono svolti a Taranto. Era un professionista serio e silenzioso, uno di quelli che volgeva sempre le spalle alla ribalta.
FONTE: IL MATTINO

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©