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Il Mattino: tutti concordi, Napoli da scudetto


Il Mattino: tutti concordi, Napoli da scudetto
13/12/2010, 15:12

Un gioco sotto l'albero, ma piuttosto divertente vista la classifica. Che innesca discussioni estenuanti, senza soluzione. In altri anni, piuttosto lontani per la verità, sarebbe stato quasi banale: il Napoli è da scudetto? Ma ora no, la domanda è quasi più appassionante della sorte che farà Benitez dopo il Mondiale per club.

Dunque, gli azzurri sono l'anti-Milan sì o no? Al giochino non si è sottratto nessuno e in genere l'outsider di lusso di questo torneo pare riscuotere grande fiducia. Come Antonio Di Gennaro, ora commentatore Sky che sembra ancora il fratello gemello di colui che nel '85 vinse lo scudetto con il Verona dei vari Garella, Tricella e Galderisi: «È cresciuto questo Napoli, eccome se è cresciuto - spiega l'ex centrocampista gialloblù - Per me non è una sorpresa vederlo così in alto.

Sono stato tra i pochi a pensare che nonostante l'addio di Quagliarella, con l'arrivo di Cavani la squadra si fosse rinforzata». Di Gennaro ha visto la gara col Genoa. Ed ha apprezzato. «Che determinazione! La lotta scudetto? Beh, Milan e Inter hanno molto di più. Come la Roma. Però questa è una stagione strana, se fossi in De Laurentiis prenderei qualche grosso difensore». Anche per Fulvio Collovati la chiave del futuro azzurro è nel mercato di gennaio. Ma i suoi consigli sono ben diversi: «Al Napoli manca un centrocampista e un altro attaccante - dice il campione del mondo di Spagna 1982 - però questo gruppo non è ancora pronto a recitare il ruolo dell'anti-Milan. Questo non significa che il Napoli non mi piaccia: solo che io non sottovaluterei l'Europa League. Fossi in Mazzarri farei l'impossibile per passare il turno. Anche se il doppio impegno potrà avere ripercussioni sulle prestazioni in campionato. Ma anche così si cresce».

Salvatore Bagni rende onore alla squadra dove da «guerriero» dominava il centrocampo: «È un Napoli che gioca benissimo: è una candidata alla Champions, ma non allo scudetto. Per arrivare fino in fondo ci vuole molto altro. Che non mi pare questa squadra abbia. Ma dipende tutto da lei. Ma per prima cosa pensi a battere mercoledì la Steaua». Parole simili, in fondo, risuonavano pure lo scorso anno, quando gli azzurri volavano ma perdevano punti contro le piccole. La novità ora è il carattere che molti osservatori intravedono nel gruppo Mazzarri: «È vero, in altri tempi la partita di Genova il Napoli l'avrebbe potuta pareggiare. Ma ora non è così - prosegue l'ex interista - Chi mi somiglia di più? Io direi Gargano, ma senza che si monti la testa». Ride di gusto Bagni. «Ha una grinta e una corsa unica, ma rispetto a me sbaglia tanti passaggi in più e segna molto, molto di meno. Io sono un centrocampista che in carriera ha fatto 52 gol. In pochi come me». Josè Altafini, così come faceva quando faceva l'attaccante, invita Mazzarri a cogliere al volo le occasioni di questo campionato: «Io non so quando capiterà ancora che tutte le grandi arranchino come quest'anno. Non c'è un'ammazzacampionato e allora questo è il momento di rischiare e investire».

Altafini, come Bagni, mette in mano al Napoli il suo destino: «Se regge, può arrivare molto in alto. Ha un parco giocatori che l'anno scorso non aveva. Però senza illudersi troppo: mi sembra che il Milan abbia una marcia in più». Milan e Napoli in lotta per il primo posto. Un sospiro che sa di amarcord anni '80. Sembra di rivedere un film già visto. Chissà se è scaramanzia da chi l'azzurro lo ha portato nel cuore per due stagioni (e che stagioni!), quella che porta Alessandro Renica, l'ex libero dello scudetto del 1987, a essere prudente: «Per lottare per lo scudetto mancano alla squadra due pedine - sottolinea, al termine di un'analisi comunque molto positiva - Questo Napoli è solido e spesso molto cinico: soffre e porta a casa i risultati. Questo non è un difetto, anzi. Come il mio Napoli? Non esageriamo, in quella formazione c'erano molti dei migliori giocatori al mondo. Questa non mi pare abbia dei veri fenomeni. Almeno per il momento».

Fonte: Il Mattino .

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di Salvatore Formisano
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