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Il Mondo guarda Napoli


Il Mondo guarda Napoli
28/03/2011, 11:03

E' una piccola rivincita. Per chi ha creduto in loro e ne ha fatto dei campioni. E per gli stessi, che a Napoli hanno trovato gloria, fama  e successo. Ed ora sono pronti a ritagliarsi uno spazio nel calcio internazionale. Napoli non è solo forte entro i confini italiani. I campioni azzurri sanno farsi valere anche lontano dall'ombra del Vesuvio, quando hanno indosso la maglia della propria nazione e giocano un calcio meno appariscente in giro per il Mondo. Quel Mondo, calcistico e non, che oggi più che mai guarda in casa azzurra e applaude i gioielli della scuderia De Laurentiis. Da Christian Maggio a Ezequiel Lavezzi, da Edinson Cavani a Marek Hamsik, fino ad Hassan Yebda. Chi in un modo, chi nell'altro, nel week end appena trascorso hanno fatto parlare di se nei cinque continenti, portando un pezzo di orgoglio azzurro in ogni angolo del Mondo. L'eterna promessa Maggio, ha finalmente mostrato all'Italia intera, e soprattutto al ct Cesare Prandelli, di che pasta è fatto. L'esterno azzurro non è più il giocatore nè carne nè pesce; quello troppo offensivo per fare il terzino e troppo poco propositivo per giocare in mediana. Con Mazzarri è diventato un giocatore completo, abile sia in fase di spinta che in copertura, e dopo la partita contro la Slovenia sembra essere diventato un punto fermo del gruppo Nazionale. Il Pocho, Lavezzi, ha invece strabiliato il pubblico degli States. La sua intesa con Lionel Messi è talmente affinata da far mangiare le mani a qualsiasi intenditore di sport per la rabbia di non poterli vedere giocare insieme più spesso. Per lui, come per la "pulce", applausi a scena aperta. Come gli applausi sono piovuti scrosicanti per Hassan Yebda, altro pupillo del mercato azzurro, capace di conquistare nel giro di un anno la stima del pubblico di Fuorigrotta e la leadership della nazionale algerina. Ancora una volta in gol (su calcio di rigore), il mediano franco-algerino è risultato l'uomo in più della sua nazionale portandola alla vittoria. Meno in luce, ma comunque essenziali a loro modo, Cavani ed Hamsik. L'assenza dell'uruguaiano è stata fatale alla Celeste che ha rovinosamente capitolato in Estonia per 2-0. A lungo rimpianto dai compagni, il bomber azzurro è sembrato mancare soprattutto a Diego Forlan, suo compagno d'attacco in Nazionale. Lo slovacco, invece, pur non offrendo una prestazione super è stato ancora una volta vincente con la sua bandiera in Andorra. Tutti promossi, quindi, e a voto pieno. Tra l'orgoglio della società e gli occhi sbalorditi di chi li vede giocare. Sperando che le varie nazionali in giro per il Mondo non ne approfittino troppo. Sono pur sempre dei gioielli, e vanno salvaguardati.

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di Salvatore Formisano
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