Sport / Basket

Commenta Stampa

Il Napoli Basketball spegne oggi la sua prima candelina


Il Napoli Basketball spegne oggi la sua prima candelina
19/03/2012, 12:03

Il Napoli Basketball spegne oggi la sua prima candelina. Il 19 marzo 2011, infatti, il presidente Salvatore Calise presentò in conferenza stampa il progetto di rinascita della pallacanestro partenopea. Dodici mesi dopo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: in città è tornata una realtà cestistica solida, la squadra partendo dal nulla ha raggiunto il primo posto del raggruppamento Sud con 5 turni dal termine del campionato di Divisione Nazionale A e realizzato due strisce di 8 e 11 vittorie consecutive nel corso della stagione, togliendosi anche la soddisfazione di partecipare alle Final Four di Coppa Italia.

Partiamo proprio da qui, presidente Calise.

“Siamo arrivati a Legnano ben sapendo che le condizioni della squadra non erano ottimali: Iannilli rientrava dopo venti giorni, Lenardon era reduce da un infortunio, Porfido non è neanche partito e Rizzitiello ha rimediato uno stiramento in avvio della semifinale contro Torino che lo terrà fuori qualche settimana. Ci dispiace per i tifosi che ci hanno seguito, ma lo sport è anche questo. Domenica ho pranzato con il ds Ambrosino e coach Bartocci, c’è armonia e unità d’intenti. Sappiamo che ora dovremo essere bravi a gestire lo straordinario lavoro fatto fino a questo punto dell’anno: non dimentico che abbiamo raggiunto i play off già a febbraio e nessuno poteva pronosticarlo. Gli obiettivi ora sono ricaricare i giocatori che hanno speso di più, recuperare gli infortunati e permettere ai giovani di crescere. E speriamo di farlo vincendo altre partite da qui agli spareggi”.

Che anno è stato?

“Intenso, ricco di lavoro ma anche di soddisfazioni. Alzi la mano chi dodici mesi fa avrebbe anche solo immaginato questo successo, sul parquet e fuori. Abbiamo creato la società dal nulla, ma affidandoci a dirigenti che conoscono a fondo il mondo della pallacanestro, del marketing e della comunicazione napoletana. E’ stato fondamentale inserire tutti i tasselli al posto giusto, mettendo i giocatori nelle condizioni migliori per esprimersi. Penso anche a uno staff medico di prim’ordine e all’organizzazione delle trasferte, sempre ineccepibile”.

E il futuro?

“Stiamo lavorando con una professionalità tale che sembriamo già un club di serie superiore. Sappiamo cosa ci occorre per salire di categoria ma non abbiamo certezze per ciò che concerne la riforma dei campionati. La nostra priorità è dunque continuare a lavorare così, fermo restando che il movimento sportivo italiano è in un momento particolare, di trasformazione”.

Il momento più bello di quest’anno e il peggiore.

“Il migliore resta l’esordio e la vittoria in casa con Pavia: sembrava un miraggio vedere la squadra in campo, quel giorno è stato come se un sogno fosse divenuto realtà. Il più brutto sicuramente la faccia dei ragazzi durante la semifinale con Torino, è stata dura per tutti ma quegli sguardi frustrati al termine ci hanno confermato di aver puntato sugli uomini giusti”.


Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©