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Il Napoli che piace...a De Laurentiis


Il Napoli che piace...a De Laurentiis
24/06/2011, 10:06

Bisogna partire da un presupposto: un'opera va' valutata alla fine, mai all'inizio. Se almeno una parte del popolo italiano, pallonaro per antonomasia, rispettasse questo principio, non pioverebbero critiche già prima ancora che il calciomercato apra i battenti. Prima ancora, cioè, di quel primo luglio che sancirà il via all'estate dei giorni caldi e dei telefonini bollenti. Ma in Italia, e più precisamente a Napoli, l'attesa è quasi una ferita aperta. E certe dichiarazioni hanno l'effetto del sale...

FRETTA CATTIVA CONSIGLIERA - In tema di proverbi e principi, quello della fretta e dei consigli è il più gettonato. Da una parte c'è il tifoso che, umile ma orgoglioso sognatore, vuole sentir parlare della sua squadra solo a grandi livelli e con grandi nomi. Dall'altra c'è il presidente che, tenace ma oculato, ai grandi livelli la squadra ce l'ha portata, ma per restarci non è propenso ai grandi nomi. La linea da seguire resta una. Scegliere con calma chi possa accontentare le parti. Un giocatore di livello, dunque, con capacità di crescita e che non chieda la luna. Perchè a Napoli, con questa società, solo ora si stanno vedendo le stelle.

NIENTE ASTE - Che a De Laurentiis non piaccia partecipare alle aste lo si sapeva da anni. Precisamente da quando ha acquistato il Napoli. Anche allora quello che sarebbe diventato il futuro presidente azzurro non volle partecipare ad alcuna asta. I motivi, bene o male, sono noti a tutti.

ALTI LIVELLI - Arrivare ad alti livelli può anche essere facile. Restarci è quello che conta. E gli alti livelli comprendono spese diverse. Oltre che per un fattore di crescita, il discorso è basato sul concetto di "reputazione". Ormai tutti sanno che i contratti del club partenopeo non sono gli stessi che si possono siglare in giro per l'Italia. Per questo i tempi si allungano e non bisogna avere fretta. L'unico rischio è legato proprio alla reputazione. Se per ogni accordo servono settimane (a volte mesi) di contatti e discussioni, che possono anche portare al fallimento dell'intesa, si rischia di non avere appeal sui grandi nomi. Nemmeno quelli disposti a sposare la maglia azzurra.

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di Salvatore Formisano
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