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Gli azzurri, incoraggiati dai premi, ritrovano Cavani

Il Napoli convince a metà, Mazzarri no. Marino sconfitto

Tante occasioni perse, difesa a pezzi, ma Pandev ritrovato

Il Napoli convince a metà, Mazzarri no. Marino sconfitto
17/03/2013, 17:44

Gli azzurri ce l'hanno fatta e sono usciti dalla crisi delle settimane passate. Il Napoli ha battuto l'Atalanta con un 3-2 fatto di rimonte e sorpassi, aiutando ad uscire dal digiuno anche il buon Edinson Cavani che finalmente può volare per l'Uruguay ed abbracciare il suo secondo figlio. Il Matador ha sciupato tanti goal, ma ne ha messi a segno due. Il primo con un rigore rocambolesco, ma sappiamo tutti che il dischetto non è il suo forte, il secondo invece con un ottimo colpo di classe che rispecchia le capacità del giocatore. Un Napoli partito in quinta sin dal primo minuto dove anche i suoi giocatori più spenti nelle scorse settimane hanno dato il meglio, forti dell'incontro avuto con il presidente nel corso della settimana dove finalmente si sono fissati i premi per l'obiettivo stagionale: il secondo posto. Unico neo della squadra è sempre e solo Walter Mazzarri. Il Mister non è un esperto di tattica ed anche oggi con una mediocre, seppur ben schierata, Atalanta ha dimostrato che le ripartenze avversarie sono il suo debole.  Il Napoli è forte, ancor più motivato dopo i paletti fissati da De Laurentiis, e necessita di chi riesca a schierare bene in campo una formazione cresciuta e maturata nel corso di questi anni con Hamsik, Cavani, Maggio, Pandev ed alcune novità di quantità come Bherami, Gamberini ed Armero. Peccato però che oggi il Napoli ha creato tanto grazie all'impeto della sua ottima rosa ed ha subito due goal che si potevano evitare. Il mister, invece, è stato davvero furbo facendosi espellere a fine gara guadagnando tempo prezioso insieme a Bigon regalando così secondi utili all'interruzione del gioco ed al raggiungimento della vittoria. Qualcosa, però, non quadra nel gioco e le squadre con una rosa più forte sono sicuramente avvantaggiate nell'impostazione degli schemi. Certo, se gli attaccanti sciupano, se la difesa pasticcia molto spesso, se il portiere non c'è la colpa non va data esclusivamente all'allenatore, ma se la squadra non arriva in porta con le geometrie perfette, cosa vista in occasione del terzo goal, allora sarebbe il caso di porsi il seguente quesito: ma l'allenatore a cosa serve?

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di Redazione
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