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Il Napoli era su Pastore ma Marino lo bocciò


Il Napoli era su Pastore ma Marino lo bocciò
23/11/2010, 16:11

Un gol sfiorato, la palla che esce a fil di palo. Ribaltamento di fronte e gli avversari ne approfittano. Il calcio è questo, la fortuna può essere determinante al pari della bravura. Ma il football è anche fatto di entrate, uscite, scelte. Calciomercato. E la dea bendata è imprescindibile anche lì al di là della competenza presunta o conclamata degli operatori. Javier Matias Pastore. Un nome che, solo a sentirne parlare, si scatenano gli appetiti dei palati fini del pallone. Tante belle prestazioni dopo una partenza in sordina lo scorso anno. 50 o 60 milioni. Una cifra forse esagerata, ma non si può negare che anche la sfera magica vive di certezze oltre ogni possibile opinione. Il forte, fortissimo, trequartista di Cordoba fa sognare il Palermo e sorridere di gioia Zamparini che, con un occhio alle finanze, se lo coccola come un Messi … a! Del resto il look del giocatore e alcuni “miracoli in campo” (è una battuta, ndr) richiamano quello vero. E pensare che qualcuno disse che era lento proprio dopo averlo visto in un Palermo – Napoli, prima di campionato della scorsa stagione. Moggi, invece, che di calcio ne capisce, a prescindere, disse che i rosanero avevano realizzato un grande colpo. Le simpatie espresse dal giocatore negli ultimi tempi per i colori azzurri, sono il gancio perfetto di un gustosissimo retroscena: IL NAPOLI AVEVA PRESO PASTORE! Rileggete pure, non ci spostiamo di una virgola. La dirigenza azzurra seguiva le sue imprese all’Huracan: Caffarelli consegnò le sue entusiastiche relazioni, almeno tre, all’allora Diggì Pierpaolo Marino. Il club partenopeo era pronto a chiudere anche ad un prezzo allettante. Poi parallele valutazioni che frenano ogni discorso. Cysterpiller non è il procuratore e non può nemmeno fare da tramite. Il talento argentino potrebbe creare un dualismo interno con Lavezzi frenandone la costante ascesa. Forse non ha la personalità e la velocità giusta per imporsi. Ecco la scelta, quella che da un lato ha portato i suoi frutti con un Pocho super e sempre più leader di questo Napoli, ma che dall’altro fa mangiare le mani se pensiamo ai due insieme a spalleggiare le imprese di Cavani. Un gol sfiorato a fil di palo, appunto, con il Palermo che è ripartito tra le indecisioni degli azzurri assicurandosi le magie di un talento che ha scatenato e scatenerà vere e proprie dispute di mercato. Le stesse che, siamo sicuri, ridaranno smalto al patron siciliano d’adozione pronto a ringalluzzirsi e a ritirare definitivamente la minaccia di lasciare il calcio. A volte basta un po’ di fortuna, certo, ma come si dice, chi si accontenta gode. Godiamoci, dunque, il lato bello della medaglia, ovvero un Lavezzi in formato fuoriclasse che accende i cuori e l’entusiasmo della torcida. In attesa che il ‘mai dire mai’ del calcio e una eventuale volontà del ragazzo non possano realizzare a scoppio ritardato il matrimonio “rato e non consumato” tra Pastore e il Napoli.
fonte:calcionapoli24.it

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di Redazione
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