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LA RISPOSTA

Il Napoli non ha bisogno di lezioni


Il Napoli non ha bisogno di lezioni
14/02/2011, 14:02

L'impressione è una sola: tutti parlano, ma nessuno sa quel che dice. Sino a poco tempo fa nessuno immaginava un Napoli lassù in classifica, nessuno ci credeva( forse neanche qualche napoletano) e probabilmente nessuno crede ancora al fatto che la banda Mazzarri possa durare a lungo, ma la paura degli altri adesso è tanta e quindi, a quanto sembra, forse è meglio cercare di tarpare le ali a chi sta cercando di entrare in un circolo da molti anni troppo ristretto. Il Napoli tra le prime quattro in parte fa paura, visto che ci sono squadre, al contrario di quella di De Laurentiis, che si ritroverebbero con i conti in rosso in caso di mancata qualificazione alla prossima Champions League. Quando fai paura, come disse Mazzarri, i fucili contro diventano tanti. 
Sulle colonne di un noto quotidiano, è comparso oggi un editoriale nel quale si affermava che il nervosimo dei giocatori azzurri, il presunto sputo di Lavezzi, Gargano che contesta la sostituzione a Bari (l'uruguaiano ha poi chiesto scusa), i gomiti di Dossena su Taddei, sono evidenti segnali che i giocatori azzurri sono incapaci di sostenere la pressione del secondo posto. Oltre questo si legge che la rosa azzurra non è una rosa competitiva soprattutto in attacco dove le riserve del trio delle meraviglie non sono all'altezza dei titolari.
La domanda, come diceva Antonio Lubrano, "nasce spontanea": Milan, Roma e Inter non presentano forse gli stessi difetti?
Queste squadre, tutte, oggettivamente, sulla carta più forti del Napoli, hanno mostrato in più occasioni segnali di nervosismo e dimostrato di avere la cosiddetta coperta corta.
In casa Milan rapporti non certo idilliaci tra Pato e Ibrahimovic sono sotto gli occhi di tutti, lo svedese sabato contro il Parma ha anche avuto un piccolo diverbio con Seedorf, così come, ad esempio, è sotto gli occhi di tutti il fatto che la difesa rossonera abbia problemi di organico visto che solo Nesta e Thiago Silva sono giocatori di un certo spessore e di una qualità superiore. Avere problemi di organico in difesa è forse meno importante che averli in attacco? 
La Roma invece, sino a poco tempo fa seria candidata allo scudetto, è una squadra serena? Giocatori che litigano con l'allenatore, giovani difensori che "incapaci" di prendere il pallone (o anche l'avversario) con i piedi lo colpiscono con la saliva, il suo "capitan futuro" che arrabbiato per la sconfitta colpisce volontariamente (solo ammonito) Cavani senza palla ed ha anche il coraggio di protestare se l'uruguaiano lo manda a quel paese.
Che dire dell'Inter? I nerazzurri hanno iniziato a giocare al calcio solo dopo che lo spogliatoio ha deciso di cacciare Benitz e può "vantare" in rosa giocatori che colpiscono con testate e pugni gli avversari.
Qui non si vuole aprire nessuna polemica con altri club, ma solo dimostrare che il nervosismo e i problemi di organico sono fattori che possono essere riscontrati in qualsiasi squadra e che la vera Squadra è quella capace di fare gruppo e risolvere tutti i suoi problemi, cosa che sino adesso il Napoli ha certamente dimostrato.
Il Napoli forse ( e qui possono partire gli scongiuri del caso) alla fine della stagione non vincerà lo scudetto, magari non arriverà in Champions e verrà anche eliminato dall'Europa League, questo non lo so, quello che sò è che la squadra azzurra non ha certo bisogno di lezioni di comportamento o di altro da chi parla di cosa accade in casa d'altri senza accorgersi di quello che accade in casa sua.

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di Marco Marino
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