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Il Napoli regala mezza partita e 3 punti ai bianconeri


Il Napoli regala mezza partita e 3 punti ai bianconeri
01/03/2009, 00:03

Si era annunciata una coppia d'attacco diversa (Russotto al posto di Denis) e un centrocampo con Datolo. Reja, invece, per questa difficile sfida a Torino, schiera un 3-5-2 con Denis come prima punta e Montervino (si, avete letto bene) sulla destra al posto di Maggio. Ranieri risponde con un più classico 4-4-2 e la coppia d'attacco "storica" Trezeguet-Del Piero. Durante buona parte del primo tempo, al posto dei giocatori azzurri, paiono essere scesi in campo pallidi ologrammi. La Juve spadroneggia e il centrocampo partenopeo non riesce a conquistar palla né, tanto meno, a macinare gioco.

Lavezzi, nonostante le ripetute indicazioni  di Reja, finisce quasi sempre con l'arretrare eccessivamente per tentare di ricevere qualche pallone giocabile. E' proprio l'argentino che, dopo qualche minuto, a seguito di un ottimo lancio lungo dalla difesa, scatta in maniera perfetta bruciando l'ultimo difensore bianconero. Il guardialinee, però, nega al pocho il resto della cavalcata e segnala un fuorigioco che, la moviola, valuterà inesistente. Dal quinto minuto in poi c'è solo la Juventus in campo: Il Napoli pare un triste requiem della squadra che, durante il girone d'andata, affondò i bianconeri 2-1.; scavalcandoli in classifica. La juve, dal canto suo, nonostante una superiorità netta nel possesso palla, non pare in grado di sbloccare il risultato.

Ci prova Trezeguet su un assist di Marchionni, ma Navarro è bravo e fortunato e scongiura lo svantaggio. Poco più tardi, il Napoli pare poter reagire e, con un'ottima azione, dopo aver protetto egregiamente palla e poi averla passata con il tacco, Denis libera Hamsik che, a pochi centimetri da Buffon, non riesce ad alzare abbastanza il pallone e fa finire la sfera sui guantoni del portiere bianconero (tra l'altro ottimo nell'uscita). Ed è proprio nel momento migliore dei Partenopei che, un tiro sbilenco di Marchisio, viene deviato molto fortunosamente da Blasi e, dopo aver spiazzato Navarro, accarezza la rete. 1-0 per la juve (siamo al 44' del primo tempo).  Passa un minuto e Ayroldi fischia la fine della prima frazione di gioco.

Il Napoli inizia il secondo tempo con Datolo al posto di un generoso ma assolutamente non brillante Montervino e i risultati iniziano a vedersi. Gli azzurri riescono a chiudere la squadra di Ranieri nella propria metà campo e guadagnano diverse punizioni in zona d'attacco. Proprio il neo entrato Jesus Datolo, si propone egregiamente con un paio di dribiling e diverse punizioni insidiose. Il Napoli però non riesce a sfondare e, Buffon, non corre mai gravi pericoli. Ranieri si gioca le tre sostituzioni nel giro di qualche minuto (Salihamidzic prende il posto di Giovinco al 18'. Amauri subentra a Del Piero allo scoccare del 24' e Melberg sostituisce l'infortunato Legrottaglie al 28').

 Al 33' anche Reja effettua  gli altri due cambi disponibili: dentro Aronica per Vitale e Russotto per Pazienza. Il gioco del Napoli è arrembante anche se confuso ed inconcludente. Una quantità enorme di palloni recuperati, di cross dalle fasce e un Russotto in ottima forma, mantengono vive le speranze dei partenopei  fino all'ultimo minuto, fino all'ultima punizione guadagnata nel centrocampo bianconero. Ancora una volta, però, il fischio finale arriva prima che gli azzurri possano evitare la sconfitta.

Eppure, a voler fare un parallelismo che a qualcuno potrà sembrare un po' azzardato, la Juventus vista oggi in campo ricorda molto il Napoli visto al S.Paolo contro il Bologna. In quell'occasione, il goal del meritato pareggio, per i bolognesi, arrivò. Questa sera, la stessa "provvidenza", non ha voluto accarezzare la squadra azzurra. La settimana prossima c'è lo scontro diretto con la Lazio, al S.Paolo. Il Napoli deve preventivare una sola possibilità: la vittoria. A Lavezzi, Hamsik e tutti gli altri, si chiede di ricordare, con forza e coraggio, le corse leggere sulle nuvole del sogno per trovare il modo di uscire, finalmente, dal pantano di quest'incubo che è durato già abbastanza!

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di Germano Milite
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