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SUDAFRICA 2010

Il pagellone finale dei Mondiali


Il pagellone finale dei Mondiali
11/07/2010, 23:07

Pagelle finali del Mondiale Sudafrica 2010. Dal più basso al più alto, ecco i voti della Competizione:

Voto 0 -
Vuvuzela/Domenech: Allo stesso modo fastidiosi. Sentire suonare uno strumento che non emette alcun suono soave è come vedere allenare un commissario tecnico che non ha idea di cosa sia la tattica. Incredibilmente irritanti, la prima finisce per infastidire pubblico e giocatori, il secondo per infastidire un’intera Nazione. Per fortuna, dopo questo Mondiale, nessuno rivedrà più entrambi. A meno che la vuvuzela non venga esportata.

Voto 1 - Messi, Rooney, C. Ronaldo, Kakà, Ribery: Le stelle non brillano nel cielo del Sudafrica. Questi cinque nomi dovevano accendere le passioni dei tifosi, e invece fanno l’effetto dell’acqua sul fuoco. Non incidono mai, e finiscono per essere un peso per le rispettive nazionali. “Uno” è il voto, ma anche il numero di reti segnate in cinque. L’unico gol lo sigla C. Ronaldo, peraltro contro la Corea del Nord e con l’aiuto della buona sorte.

Voto 2 - Italia: E’ come quando si sa di dover essere interrogati e non ci si presenta a scuola. Il professore è costretto a mettere il voto minimo in pagella. Gli azzurri erano chiamati a difendere la coppa vinta quattro anni fa, e invece arrivano in Sudafrica senza motivazioni né gioco. Rimandarli sarebbe illogico. La giusta decisione è la bocciatura.

Voto 3 - Blatter: Pur essendo l’artefice del primo Mondiale africano, il presidente della Fifa non vanta elogi, ma solo critiche. Tanti gli errori da spiegare. Perché ha concesso la presenza della Francia in Sudafrica dopo la scandalosa partita con l’Irlanda. Come sia stato possibile far consegnare la coppa del Mondo a Patrick Vieira anziché alla Federazione italiana. Perché non si è ribellato alla creazione di un pallone indecente per una competizione internazionale. Troppi errori per uno che esalta sempre il suo lavoro.

Voto 4 - Felipe Melo: Aveva l’occasione per rilanciarsi dopo un anno orribile alla Juventus, e invece è diventato il nemico n°1 del Brasile e dei brasiliani. Colpa di Dunga, che si è intestardito nel puntare su di lui. Colpa sua, che non riesce ancora a gestire le emozioni. Il fallo su Robben è il più brutto dell’intera Competizione e costa, giocoforza, l’eliminazione dei verdeoro.

Voto 5 - La mano di Suarez: Se cancellassimo l’ultimo minuto supplementare della gara col Ghana, staremmo parlando della più grande promessa che il calcio sudamericano ha messo in mostra a questi Mondiali. Sarebbe da 7, forse più. Ma purtroppo quel minuto esiste, ed ha cambiato la storia. La mano che toglie dalla rete il gol di Gyan è un puro gesto antisportivo. Più grave ancora è vantarsi di quanto fatto soprannominandolo “La mano di Dio” e santificando il gesto come  “un sacrifico per la Patria”. Il Ghana non merita questo, né lo merita chi da casa vuole il vero sport.

Voto 6 - Le africane: Prova di sufficienza per le “Padrone di Casa”. Ciò che manca è l’astuzia e la capacità di restare vivi nelle grandi competizioni. Quello delle africane è in pratica un gioco all’ autoeliminazione. Il Sudafrica perde una sola partita del girone, ma lo fa talmente male da farsi sbattere fuori per differenza reti. Camerun e Nigeria riescono a perdere partite che avevano in pungo gettando al vento occasioni d’oro e basandosi troppo sui simboli Yakubu e Eto’ò. L’Algeria dà il meglio di se solo nei pareggi, e la Costa d’Avorio si deve inginocchiare al “biscotto” portoghese. Salva la faccia solo il Ghana che, non essendo da meno, riesce a perdere una semifinale ormai in tasca. 
 
Voto 7 - Le sudamericane: Seppur assente per il secondo Mondiale consecutivo dalla finalissima, il Sudamerica è il continente meglio rappresentato in Sudafrica. Fatta eccezione per Brasile e Argentina, la cui classe e forza è ben conosciuta, l’esplosione di Cile, Uruguay e Paraguay è stata una delle sorprese del torneo. Tanti i talenti in vetrina, tanto il bel gioco espresso. E le nazionali erano ben rappresentate da giocatori che militano in campionati sudamericani. Segno evidente di come il buon calcio non è più solo in Europa.

Voto 8 - Germania: Con il suo spirito giovanile e multietnico, la Germania è il miglior sponsor del Mondiale del nuovo decennio. Gioco di prima, continua profondità e velocità di esecuzione. I tedeschi si dimostrano maestri nei tornei da “dentro o fuori”, e lo sanno fare anche con una squadra completamente nuova ed inesperta. Merito di Loew, che alla sua terza competizione arriva in una semifinale, ma anche di stelle emergenti come Khedira, Muller e Ozil.

Voto 9 - Sneijder-Robben: La coppia d’oro del calcio olandese gioca un Mondiale superlativo. Aiutati da uno stato di grazia mai avuto prima ed un pizzico di fortuna, stendono gli avversari a suon di gol (sette in due) e belle giocate. L’eccellenza non si raggiunge a causa della mancata vittoria. Proprio in finale si ferma il sogno. Sneijder non incide, Robben non conclude (per due volte). Ma l’intera nazione deve dirgli grazie.

Voto 10 - Spagna: Alla fine chi vince ha sempre ragione. Ma d’altronde come si fa a non dare il voto pieno ad un gruppo del genere. Un’unica sbavatura iniziale, poi solo la parola vittoria. Nell’ordine cadono squadre di blasone come Portogallo, Paraguay, Germania e Olanda. Tutto con lo stesso risultato di 1-0, disegno di una squadra cinica e spietata. Sono ancora i migliori, a distanza di due anni dal titolo europeo. E la vittoria, oggi come allora, è meritata.
 

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di Salvatore Formisano
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