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IPOTESI CARRARO

Il più odiato dagli italiani (..a volte ritornano)


Il più odiato dagli italiani (..a volte ritornano)
11/03/2011, 16:03

Ancora tu? Ma non dovevamo rivederci più? Il calcio è questo. Storia che si rincorre senza meta, fino ad uccidersi tiepidamente. Ancora lui, Franco Carraro, a comparire nei discorsi di chi mastica calcio. Lui che dentro quel mondo c'è stato per decenni, e lo ha distrutto lentamente dall'interno, fino a farlo diventare una scatola chiusa bella da fuori, ma col marcio dentro.
Alla Lega serve un capo autorevole, e (mannaggia a loro) anzichè portare una ventata di freschezza e novità, i presidenti delle società italiane ritirano in ballo il nome più vecchio e contestato del pallone tricolore.
Vecchio sia per anagrafe (72 anni) che per pertinenza, certo, perchè Carraro nei piani alti del calcio italiano c'è stato per anni. Da quel 1966, anno in cui divenne membro del Consiglio direttivo della Lega nazionale professionisti, la vecchia volpe ha provato un tale gusto al ruolo del potere che non vi si è più allontanato. Tre volte presidente della FIGC, presidente della Lega nazionale professionisti, fino al 2009 membro del comitato esecutivo dell'UEFA e perfino, per tre volte ministro e per quattro anni sindaco di Roma. Non si è fatto risparmiare nulla il buon Franco, acquistando un tal potere, in cinquant'anni di colla e poltrona, da permettersi di essere coinvolto fino al collo nello scandalo calciopoli e venirne fuori da primo ed unico illeso della faccenda.
Lui a capo della Lega calcio nell'anno 2000/2001, quanto fece di tutto per non permettere al Napoli di salvarsi dalle sabbia mobili del fallimento (salvo poi concedere alla Lazio, guarda caso squadra capitolina della città da lui amministrata, di avere a disposizione il tempo per risanare i bilanci). La sua colpa gli costò, a Napoli e non solo, l'appellativo poco simpatico di "infame".
Ed oggi, il signor Carraro da Roma, prova a rientrare nel mondo del pallone dalla porta principale. Non solo. Ma con al fianco il benestare dei presidenti della A. De Laurentiis compreso, che forse ha bisogno di rivedere un pò di pratiche ante fallimento prima di dare consensi.

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di Salvatore Formisano
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