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Il ritorno della Volpe del Sannio Enzo Gnerre


Il ritorno della Volpe del Sannio Enzo Gnerre
08/01/2010, 09:01

Nella vita di un pilota, ci sono date che difficilmente si dimenticheranno, perché nel bene, o nel male, ne segnano la carriera agonistica. Per Enzo Gnerre, conosciuto nell’ambiente del Motard, per la furbizia che lo contraddistingue nella gestione della gara, come la volpe del Sannio, il 22 novembre del 2009 è un giorno che gli rimarrà nella mente ben impresso, anche quando avrà deciso di appendere il casco al chiodo. Quel giorno la volpe era sul Circuito del Levante di Binetto, in provincia di Bari, in occasione dell’evento Superbikers. Dopo poche tornate dal via, era nel gruppo di testa, e nulla lasciava presagire quanto di drammatico stava per succedere: “Inseguivo – ricorda Gnerre – i piloti Francesco Frusciante, Cristian Iarriccio e Emanuele Carlucci. Eravamo un piccolo trenino, quando Frusciante, nella curva Bari 2, rompe il motore, e l’asfalto s’inonda d’olio. Colucci subito scivola, mentre io, nel cercare di cambiare la direzione, sfioro Frusciante, e perdo il controllo della moto. Purtroppo vado a sbattere nella recinzione ad alta velocità, e subito ho accusato un forte dolore all’addome. Non voglio raccontare i particolari delle sofferenze che ho affrontato, e delle operazioni che ho subito. Voglio invece soffermarmi su un altro aspetto, quello della sicurezza delle piste. Negli ultimi anni enormi passi sono stati fatti nella giusta direzione, ma bisogna ancora farne tanti. Nella curva dove sono scivolato se ci fosse stata una via di fuga più ampia, forse me la sarei cavata con meno danni”. Dopo l’impatto, le condizioni di Gnerre, che da poco ha compiuto 49 anni, sono apparse gravi, ed i medici di pista lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove ha subito due operazioni. Le manifestazioni di affetto e solidarietà che ha ricevuto nei giorni della lunga degenza, testimoniano che la Volpe non solo è un pilota rispettato, ma anche un uomo amato da chi ama il motociclismo: “A dire il vero – confessa Enzo – i primi giorni non avevo voglia di vedere nessuno, perché volevo lottare da solo contro il dolore. Però la camera dell’ospedale barese dove ero ricoverato, è stata letteralmente presa d’assalto da amici e colleghi del mondo dei motori. Anche gli avversari contro i quali ho lottato duramente su tutte le piste del meridione, non mi hanno fatto mancare il loro sostegno. Tutto questo mi ha commosso, e li ringrazio tutti”. Altri piloti, alla soglia dei cinquant’anni, dopo una simile botta, non penserebbero più alle competizioni, ma Gnerre prima d’essere un pilota che organizza, e vince le gare, è un grande appassionato di moto, e per lui l’anno del ritiro è sempre rimandato: “E’ dal 1984 – dice Gnerre – che mi occupo di gare, sia in veste di pilota, sia in quella di organizzatore. Ho iniziato con il Cross e l’Enduro, e da dieci anni mi occupo anche di Motard. Anche se ancora non mi sono ripreso del tutto, la voglia in me di gareggiare è forte. Di sicuro quest’anno sarò impegnato nell’organizzare alcune gare di Cross, Enduro nella mia regione, e di tutte le prove del secondo Trofeo Sud-Italia Motard. Come pilota ho voglia di difendere il titolo della S2, almeno nelle manche che si terranno sulle piste campane”. Insomma la volpe c’è sempre, ed è una risorsa del motociclismo meridionale.

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di Alfredo Di Costanzo
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