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Il roma: tanti azzurri superimpegnati


Il roma: tanti azzurri superimpegnati
07/04/2012, 12:04

Sos Napoli. Le condizioni fisiche della squadra azzurra preoccupano. La sconfitta in casa della Juventus ha mostrato evidenti problemi tecnici, tattici, caratteriali e di forma. Non brillano più Lavezzi e compagni, sembrano soffrire questo periodo primaverile più del previsto. Non si sa se il calo sia fisiologico o meno, sta di fatto che a Torino nessuno correva più come una volta. La formazione partenopea, nelle sfide precedenti a quella di Londra col Chelsea, volava sui campi. All'andata contro i Blues ci volevano le catene per fermare il singolo calciatore. Nonostante il gol a freddo segnato da Mata, ci fu una reazione corale che mostrò una differenza fisica incredibile. Gli azzurri arrivavano sempre primi sul pallone e sfruttavano le ripartenze con il piede sull'acceleratore.

TROPPI IMPEGNI. Il Napoli ha giocato tante partite in questa stagione. Tra campionato, Champions League e Coppa Italia si sono contate la bellezza di quarantadue gare. Ben trenta le sfide del massimo torneo poi ci sono le otto in Europa e le quattro nel trofeo tricolore. Sarebbero servite due squadre allo stesso livello per poter tenere testa a tutti gli impegni. In estate si era lavorato per poter avere le giuste alternative per ogni ruolo ma subito ci si è resi conto che solo con i titolarissimi si conquistavano i successi. Strada facendo, poi, sono venuti meno degli elementi che avrebbero potuto fare comodo. Donadel in special modo poichè a centrocampo tutto il peso è caduto addosso a Gargano, Inler e Dzeamili. In difesa Britos ha lasciato una casella vuota per cinque mesi e più. Al suo posto era stato ingaggiato Fideleff ma l'argentino non ha dato i frutti sperati sostituendo lo stoico Aronica. Ecco, quindi, che Totò è stato impiegato quasi sempre. Difficoltà di alternative si sono vissute anche sugli esterni. A gennaio si pensava che potesse arrivare un quarto rinforzo, magari mancino, ma è stato preso solo Vargas. Maggio, Dossena e Zuniga hanno dovuto fare gli straordinari poichè si giocava ogni tre giorni. Il colombiano è stato il solito jolly impiegato il più delle volte a sinistra. In attacco, fortunatamente, Mazzarri ha potuto sfruttare la grande esperienza di Pandev. Ma il macedone si è dovuto mettere in fila sperando nel forfait di uno dei tre Tenori. Hamsik, Lavezzi e Cavani si sono persi solo un paio di appuntamenti, poi nulla più e quindi Goran si è accontentato dei minuti finali degli incontri. Soprattutto in Champions League e nei match contro le big italiane.

SERVONO ENERGIE. Non si può rischiare il crollo proprio nel momento topico del campionato. Senza dimenticare, poi, che il 20 maggio si dovrà disputare la finale di Coppa Italia. I tifosi sperano che la brutta figura di Torino con la Juventus serva da sprono per un Napoli che ha tutti gli interessi per arrivare nuovamente al terzo posto in classifica. Poter rivivere per il secondo anno consecutivo le emozioni Champions sarebbe importantissimo. Anche dal punto di vista economico. Con il tesoretto dell'Europa che conta si potrebbero fare degli investimenti più copiosi garantendo così una rosa all'altezza della situazione. Mazzarri e il prof Pondrelli stanno lavorando dal punto di vista fisico per ripartire alla grande già domani sera in casa della Lazio. La posta in palio è alta ma le condizioni di alcuni calciatori peggiorano ancora di più la situazione. Mancano ancora otto gare al termine del torneo, la conquista dell'ultimo gradino del podio è tutta da giocare. Serve ricaricare le pile per non gettare alle ortiche la rimonta di un mese fa. Con cinque successi consecutivi il Napoli riuscì a ridurre notevolmente il gap dal terzo posto. Un terzo posto che oggi è distante tre punti. Sono pochi ma anche tanti se non si torna alla vittoria. Si dovesse perdere addirittura contro i biancazzurri allenati da Reja diventerebbero sei e a quel punto si potrebbe dire già addio ai sogni di gloria.

Fonte: Il Roma

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di Salvatore Formisano
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