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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Il segreto di questo Napoli è aver aiutato Inler"


'Il segreto di questo Napoli è aver aiutato Inler'
27/02/2012, 12:02

Un’Inter crepuscolare, carica di anni e guai, lancia il Napoli verso la Champions. È quinto. Per rientrare nella coppa del suo orgoglio, se la vedrà con Lazio e Udinese, terze con 5 punti in più. Con Lavezzi e Cavani, signori d'Europa, ora è possibile. Il Napoli ha subito scelto il varco più debole dell'Inter. È stato come scoprire l'indirizzo giusto, bussare, bussare, ma senza girare mai la chiave ed entrare. È passato tutto il primo tempo con Lavezzi che puntava a sinistra nella zona di Marco Davide Faraoni, ventunenne laziale di Bracciano che le sventure interiste hanno spinto al posto di Maicon. L'ultima ha fermato con una febbre repentina Chivu, che Ranieri ha sostituito agilmente con Nagatomo, lasciando la destra a Faraoni. Un ruolo troppo impegnativo per lui, destro nella difesa a 4. Il Napoli lo punta subito. Ma l'intuizione merita di più. Lavezzi sorpassa più volte all'inizio il giovane difensore con la sua bruciante velocità, gli manca però un minimo di collaborazione. Zuniga, ritornato all'amore per i balletti, sempre molto coreografico ma effimero, non trova il corridoio per affondare nello spazio, ben diverso Dossena con la sua corsa lunga e dritta, al pari di Maggio. Zuniga, benché destro, è spesso preferito, forse per la sua maggiore attenzione alla fase difensiva. Ma l'Inter dovrebbe essere aggredita con più convinzione sulle zone esterne: lo fa Maggio, un tormento per Nagatomo, ma non Zuniga com'era prevedibile. A centrocampo, Dzemaili dà spessore, proteggendo Inler come usa da qualche tempo Hamsik, si propone anche in attacco, ma il Napoli non sa convertire la maggiore pressione e il ritmo superiore in vantaggio per tutto il primo tempo. Dà spesso l'idea di un assalto veemente ma illogico il suo, estemporaneo e mai coordinato. L'Inter pone argini massicci ma non tenta il colpo, si limita ad una offensiva discontinua e molto formale. È una spettatrice appagata, niente di più. Perché non funzionano i tre che dovrebbero mordere. Milito e i contemplativi Sneijder e Forlan. Inevitabile ricordare i due nel mondiale sudafricano con le loro Nazionali: come passa in fretta il tempo. Milito addirittura perderà banalmente la palla che avvia l'azione del primo gol del Napoli. Inevitabile la decisione di Ranieri nella ripresa. Rivoluzione con due mosse. Fuori gli esteti Sneijder e Forlan, dentro Cordoba e Pazzini. Addio difesa a 4. Rimodella la sua squadra: tre capitani di lungo corso in difesa (Cordoba, Lucio e Samuel) e fasce presidiate meglio: Faraoni a destra e Nagatomo a sinistra. Ranieri avrà ricordato lo stratagemma ideato già dallo juventino Conte come da altri, disporre contro il Napoli una squadra a specchio. È cominciata fatalmente un'altra partita. È la nuova chiave tattica dell'Inter. Ma contro una squadra meglio raccolta, schierata con difesa a 3 e attacco due punte, Milito e Pazzini, il Napoli ritrova lucide energie. Non più il vigore caotico del primo tempo: ma un gioco meglio organizzato. Il centrocampo trae profitto dal nuovo modulo interista che perde lucidità nella zona centrale per allargarsi con Faraoni e Nagatono all'esterno. Lavezzi e Cavani si saldano all'esuberanza di Dzemaili: lo dimostra il gol di Lavezzi, preparato proprio da Dzemaili con una progressione verticale che squarcia proprio al centro l'Inter, dopo l'errore di Milito e con la collaborazione di Cavani. C'è un segnale in quest'azione travolgente di Dzemaili: il crollo dell'asse verticale, prima Milito, poi Stankovic, quindi Lucio. Ranieri si accorge di essere arrivato tardi, dopo il tramonto di mezza Inter. Manda Stankovic a dormire e Poli su Inler, che finalmente si rivela affidabile. Annaspava quando il Napoli e Hamsik teso solo alla ricerca del gol lo abbandonavano al suo destino. È una correzione tardiva e passata sotto silenzio, ma uno dei segreti autentici del nuovo Napoli. Un centrocampo più concreto ed elastico sostiene meglio i suoi implacabili bomber. I brividi nel finale sono consigli per gli acquisti: Aronica espulso appare nervoso e ruvido. Il Napoli al mercato dovrà chiedere difensori.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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