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Il sidecar secondo Uglietti


Il sidecar secondo Uglietti
19/06/2012, 17:06

Sidecar che passione! Il fascino che esercita la motocarrozzella è forte, e a Marano ci sono due artigiani in grado di trasformare i sogni degli appassionati del genere in realtà. Pippo e Michele Uglietti da quasi vent’anni sfornano dal loro laboratorio sidecar degni, per bellezza estetica e meccanica, d’essere esposti in una teca di un museo d’arte motoristica. Siamo andati a trovarli nella loro officina nella provincia di Napoli, e li abbiamo trovati alle prese con una “carrozzella” da affiancare ad una Vespa 150 Px d’epoca: “Siamo – spiega Pippo Uglietti – in grado di realizzare un sidecar dal disegno del progetto all’ultimo dei bulloni in maniera completa ed autonoma. Abbiamo scoperto di avere questa vocazione, quando quattro lustri addietro un motociclista partenopeo ci chiese di andare incontro alle sue esigenze. In pratica a seguito di un incidente non poteva più usare la moto e così ci chiese di allestire una Bmw R75/5 con sidecar. La nuova sfida solleticò la fantasia mia e di mio padre, e quando vedemmo il risultato del nostro lavoro, rimanemmo estasiati dalle grazie del veicolo. Oggi lavoriamo su diverse basi, ma le più gettonate sono la Honda Cx 500, la Moto Guzzi California II e la Piaggio Vespa”. Caratteristica degli interventi di casa Uglietti è la reversibilità degli interventi: “Lavorare – confessa Pippo – su queste creature è bello perché c’è molto spazio per la fantasia. Per la costruzione della carrozzella utilizziamo delle lamiere di ferro dallo spessore di 1,5 millimetri. Anche il telaio è in ferro, ma la scelta sul tipo di tubo, quadrato o rotondo, dipende dal veicolo motrice. I nostri attacchi sono progettati in modo da non essere fissi, ma asportabili in qualunque momento. Questo per ritornare allo status precedente senza aver intaccato la moto. E’ possibile rendere frenante anche la ruota coinvolta nel carrozzino”. La guida di un sidecar è diversa da quella di una normale moto: “A seconda – dice Uglietti – come è posizionata la carrozzella, si carica o si scarica l’avantreno. Prima di cercare il limite del veicolo, occorrerebbe abituarsi alle reazioni nuove che questo offre. La nostra filosofia costruttiva è improntata sull’equilibrio generale del mezzo; prima di consegnarlo lo testiamo. Solo quando risponderà ai nostri canoni di reazioni neutrali, allora potrà essere guidato dal proprietario. I sidecar permettono di vivere da un angolazione diversa il mondo circostante. Adatti per i lunghi viaggi, si prestano anche a chi vuole spostarsi e distinguersi in città”.

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di Alfredo Di Costanzo
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