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IL CIUCCIO CHE VOLA

Il Sogno nell'armadio


Il Sogno nell'armadio
04/05/2010, 09:05

L’obiettivo è stato raggiunto. Il sogno è rimasto nel cassetto. Anzi, nell’armadio, perché quel sogno era troppo grande per tenerlo rinchiuso in un cassetto. Pure il rimpianto per non averlo raggiunto ci andrebbe nel cassetto. Anche per quello ci vorrebbe un armadio, di quelli a cinque o sei ante. Gli ottimisti ci sono rimasti male, malissimo. Gli scettici, i pessimisti, i gufi…. sono felici per poter finalmente dire ora anche con matematica certezza: “quella non era una squadra da Champions”. Ma se si guarda l’organico delle due avversarie rimaste in corsa, che si sfidano a duello domenica prossima, è inevitabile mordersi i gomiti ed eventualmente pure le ginocchia.
Non per fare il solito vittimismo meridionale, ma con arbitri capaci e onesti questa squadra avrebbe avuto i punti sufficienti per superare Samp e Palermo o quantomeno quelli per tenere la squadra azzurra in bilico fino all’ultimo minuto dell’ultima gara. Non è possibile passare in silenzio sugli scientifici torti subiti. Un accanimento molto poco terapeutico anche per il calcio italiano, che continua a vedere gli esiti del campo stravolti da decisioni scandalose delle giacchette colorate, da provvedimenti allucinanti dell’ingiustizia sportiva e dalle solite partite biscottate delle ultime giornate, in cui si riesce ad esultare pure per i goal subiti dalla propria squadra del cuore, che rischia seriamente la serie B.
Verrebbe voglia di bucarlo questo pallone…
Ovviamente, i torti arbitrali e i tre o quattro pesi e le cinque o sei misure adottate dal giudice antisportivo non sono l’unica motivo per il quale il Napoli è entrato solo nell’Europa piccola.
Abbiamo più volte rinfacciato alla società gli errori commessi, ma senza fare processi, perché alcun processo andava fatto. La società aveva dichiarato come obiettivo stagionale quello che, di fatto, è stato raggiunto. Ciò che il sottoscritto rimprovera a Pierpaolo Marino è di aver costruito una squadra troppo forte per quell’obiettivo, seppur incompleta. E ha il torto di averci illuso. Non con le dichiarazioni, ma con i fatti. Questa squadra, pur senza il centravanti di ruolo, senza un costruttore di gioco e senza l’esterno sinistro (Dossena è un ottimo acquisto, ma per l’anno prossimo) è più forte di Palermo, Samp e Juventus. E i malati visionari come me trascorreranno la prossima domenica a districare il proprio intestino aggrovigliato come una matassa di rimpianti. Guarderanno Palermo - Sampdoria cercando di capire quelle due squadre in cosa sono superiori al Napoli. Certo, la Samp ha Cassano e Pazzini. E poi? Non mi direte che Gastaldello, Ziegler, Lucchini, Poli… Sì, c’è anche Palombo, che è un gran mediano che io porterei a Napoli sulle spalle, ma non si può dire che quella squadra sia superiore. Uno dei loro uomini migliori è Mannini, e glielo abbiamo regalato noi. E il Palermo? Sì, è una bella squadra. A me Pastore, Sirigu, Cassani, Miccoli, mi fanno impazzire. E pure Cavani e i giovani Hernandez e Kjaer sono molto bravi. Ma il Palermo lo abbiamo tenuto sotto per gran parte del campionato e se non buttavamo al vento anche solo i cinque punti in casa con Parma e Cagliari… ci saremmo andati noi in Champions, nonostante gli arbitri, nonostante Tosèl che squalifica Quagliarella per tre giornate e non anche altri calciatori che hanno detto agli arbitri cose ben più pesanti, andando anche ad istigare i tifosi avversari con gli indici bassi in una partita infuocata, rischiando di provocare incidenti gravi.
E’ mancata anche un po’ di personalità alla squadra. Con due squadre che erano venute a Napoli senza motivazioni e che hanno perso quasi tutte le ultime partite disputate prima e dopo quella del San Paolo non si doveva solo vincere. Parma e Cagliari andavano demolite. Erano partite che andavano affrontate con la determinazione di un carro armato e invece sono state giocate con una convinzione eccessiva, che è cosa diversa dalla determinazione. Le vittorie non vengono per inerzia, bisogna costruirle, con le gambe, i piedi, con i muscoli, ma soprattutto con la testa. E la testa spesso è mancata.
Ma non ci sentiamo neppure di condannare eccessivamente i ragazzi. Sono tutti molto giovani. Forse l’errore maggiore nella costruzione della squadra è stato quello di non mettere nei ruoli fondamentali, per esempio uno a centrocampo e uno in difesa, dei leader carismatici. Giocatori con palle ed esperienza, che all’occorrenza dovevano suonare la carica oppure dettare i tempi per cristallizzare risultati che sono stati buttati all’aria per pura inesperienza. E che dire di Mazzarri? Sì, ha commesso dei piccoli errori, ma chi non li commette? Io non riesco ad attribuire alcuna colpa a questo tecnico che ha dato un’anima alla squadra, che ci ha fatto divertire, ci ha regalato emozioni e illusioni. Forse un po’ troppe per i nostri deboli cuori. Ma, nonostante i troppi pareggi, ci siamo divertiti. Abbiamo distrutto la Juventus sia all’andata che al ritorno, abbiamo vinto a Firenze e, almeno sul piano del gioco, abbiamo messo sotto un po’ tutte le squadre blasonate. Abbiamo un ottimo progetto di squadra, i progetti della società sembrano ambiziosi. Noi il presidente lo critichiamo quando va criticato e lo abbiamo fatto, con ironia. L’ironia era l’arma che utilizzava anche Socrate per far partorire la verità o quantomeno delle riflessioni. Il sarcasmo di chi critica per criticare è cosa ben diversa. Sarcasmo deriva da una parola greca che vuol dire lacerare le carni”. Il sarcasmo è distruttivo, l’ironia è costruttiva. Non si può e non si deve chiudere gli occhi davanti agli errori. Così come è sbagliato attaccare senza costrutto persone che lavorano e che possono sbagliare come tutti.
In sintesi credo che quest’annos ia servito a squadra, allenatore e società per crescere. I vari Lavezzi, Hamsik, Gargano & C. nel prossimo campionato avranno un anno in più e soprattutto un campionato sulle spalle in più. Recupereremo Santacroce e Dossena, che sono a mio avviso due ottimi acquisti per il prossimo anno. Avremo Maggio al meglio della condizione fisica, dopo i vari infortuni. Avremo, speriamo vivamente, il vero Quagliarella, possibilmente nel suo ruolo. Avremo un capitano che è maturato, un portiere che al di là di un paio di papere clamorose (tipo quella contro il Chievo) offre garanzie, dei rincalzi preziosissimi come Zuniga. E il presidente comprerà anche quei due o tre calciatori titolari che servono per fare il salto di qualità e qualche giovane per rinforzare la rosa, che dovrà necessariamente essere più completa per affrontare dignitosamente campionato e Europa League. Sul centravanti non bisogna badare a spese. Pazzini, Gilardino, Borriello, Huntelaar o comunque uno di questa levatura. In seconda battuta andrebbe benissimo pure Maxi Lopez, ma non certamente qualcuno da sperimentare. Occorre un centravanti che conosca bene il campionato italiano. Un centrocampista di qualità e quantità, tipo Hernanes, D’Agostino è indispensabile per far girare la squadra, che spesso è apparsa spezzata in due tronconi e costringeva Lavezzi a tornare in difesa per procurarsi dei palloni giocabili, togliendo all’argentino la lucidità sotto porta che ha invece mostrato quando ha avuto la possibilità di giocare più vicino alla porta. Un difensore di esperienza internazionale è assolutamente indispensabile, anche se punto molto su Campagnaro e Santacroce e ho pienamente rivalutato Cannavaro.
Della partita col Chievo, che c’è da dire? Tra il niente e il quasi niente. Abbiamo visto ciò che già sapevamo. Denis non è un bidone come in molti pensano. Ha giocato sei partite dal primo minuto, più degli spezzoni. Ha segnato cinque goal, tutti pesanti e ha confezionato diversi assist. Non me ne libererei tanto a cuor leggero. Lavezzi è preziosissimo. Gargano e Hamsik sono due ottimi calciatori, dal rendimento altalenante, ma insostituibili. Campagnaro e Maggio sono due pilastri di questa squadra e ce ne accorgiamo sia quando rendono al massimo, sia quando per problemi fisici non riescono a dare il loro apporto. Zuniga è un calciatore importante. Hoffer pare stia trovando finalmente la sua dimensione. Su facebook ha trovato una nuova fidanzata che lo capisce. Beata lei. Ma anche per lui aspetterei di vederlo giocare prima di esprimere pareri. Magari, anzi preferibilmente, con un’altra squadra, ma credo sia sempre meglio esprimere pareri con cognizione di causa e non su sensazioni.
Insomma, quest’anno il sogno rimane chiuso nell’armadio, insieme a qualche scheletro.
Ma per il prossimo anno siamo fiduciosi più che mai...

Gianni Puca

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di Redazione
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