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Il team Bee Good fiducioso in vista della terza prova dell'Xr Trophy 1200


Il team Bee Good fiducioso in vista della terza prova dell'Xr Trophy 1200
17/06/2009, 22:06

La pista di Magione ospiterà questo fine settimana la terza prova dell’Xr Trophy, il campionato organizzato dalla divisione italiana della Harley Davidson, che vede confrontarsi in pista esclusivamente piloti in sella ad una Xr 1200 Racing. A dire il vero l’Xr Trophy è più di un semplice trofeo monomarca, perché è una banda multicolore che riesce a concentrare in un circuito tutte le sfaccettature del variegato universo Harley. Il paddock, al quale si accede gratuitamente, si riempie di moto come ad un raduno, con concerti, esibizioni di stunt man, e box aperti a tutti, come nelle migliori tradizioni delle gare made in U.S.A.. Tra i team che si contenderanno le coppe dei vincitori ci sarà il Bee Good di Napoli, con i piloti Giovanni Borrelli e Raffaele Freda a guidare le bicilindriche americane. “E’ un ambiente unico – spiega Borrelli – nei nostri box non ci sono muri o segreti, e tutti possono vedere tutto. L’aria che si respira non è per niente intrisa d’agonismo esasperato, ma al contrario sembra di stare ad una grande festa, dove ognuno si sente il festeggiato di turno. Le Harley da corsa, poi, vanno interpretate, quasi assecondate. Rispetto ad una sportiva stradale, non vanno aggredite, ed esigono rispetto con una guida fatta con i guanti di velluto. Gli oltre 230 chili in ordine di marcia li senti tutti, sia in staccata, sia in percorrenza di curva, ma nello stesso tempo devi farla scorrere come se si trattasse di una 125 racing. La Xr 1200 è una moto che non ha nulla da nascondere, e quello che ha fa bella mostra di se”. Borrelli è reduce da una brutta caduta rimediata nel precedente appuntamento di Franciacorta, ma la sua grinta è stata più forte del dolore fisico: “Potrei stare meglio – dice con un sorriso il partenopeo – il peggio fortunatamente è passato, ma ho ancora qualche dolorino al braccio destro ed alla schiena. Scenderò in pista, però, con lo spirito di sempre: divertirmi”.

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di Alfredo Di Costanzo
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