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PARLA MAZZARRI

"In alto con carattere. Non sono uguale a nessuno"


'In alto con carattere. Non sono uguale a nessuno'
03/01/2011, 10:01

Intervista esclusiva di Walter Mazzarri per il Corriere della Sera. Il tecnico livornese alla guida del Napoli ha parlato del magico inizio di campionato della squadra azzurra e del futuro all'ombra del Vesuvio: "Per arrivare a certi livelli in un mondo così difficile - spiega Mazzarri - devi avere carattere e credere in te stesso. A me interessa la stima di chi stimo. Con gli altri mi chiudo a riccio e posso risultare presuntuoso o antipatico. Va bene così. Più il presidente mi loda, più mi motiva. Il rischio che io sia appagato non esiste. Vengo dalla cultura del lavoro. Lavorando quasi 24 ore al giorno, papà dava l’esempio ai suoi operai. È la politica del fare ad avermi portato dove sono. Senza falsa modestia ho dato alla mia squadra un'organizzazione e un gioco. Seguo i miei giocatori a 360 gradi, anche nella vita privata. Parlo con loro di tutti gli aspetti. I ragazzi hanno capito che di me possono fidarsi.
De Laurentiis guarda al modello Barcellona. Parallelo tra me e Guardiola? Con tutto il rispetto per il tecnico spagnolo, io ho più esperienza di lui. Comunque l'esempio degli azulgrana mi piace. Noi ci stiamo provando con la forza delle idee, ma il nostro progetto è appena partito. L'Inter è l'avversaria peggiore in questo momento. E' rimotivata dall'arrivo di un bravo tecnico come Leonardo.
Se il Napoli batte Inter e Juve è da scudetto? In Toscana si dice: se avessi e se fossi è il patrimonio dei fessi, ed io fesso non sono.

La camicia bianca? Ho una temperatura di base vicina ai 37°. È come avere sempre la febbre. Ho caldo. Per muovermi come voglio, per sentirmi libero, mi levo la giacca. A Torino, con la Juve, passammo da 0-2 a 3-2. Da allora è diventato il segnale della riscossa.
Un modello di allenatore a cui m'ispiro? Non ne ho. Ho studiato Guidolin, Ulivieri, Hodgson all’Inter, Ancelotti. A un corso mi insegnarono che un allenatore è un artista. È vero. E a me piace non essere uguale a nessuno".

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di Salvatore Formisano
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