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Infarto Napoli!


Infarto Napoli!
30/09/2010, 21:09

Volevamo le verità. Le abbiamo trovate. Il Napoli non è una squadra per deboli di cuore. La partita di Bucarest lo ha dimostrato. Ma soprattutto, è stata una perfetta fotografia di cosa sia il Napoli oggi. Un gruppo attaccato con le unghie ai suoi singoli, che da loro dipende e delle loro giocate vive, senza riuscire a farne a meno. L'inizio è da incubo. Il trio Santacroce-Cribari-Grava sembra non aver capito cosa sia un reparto difensivo. Il brasiliano è sfortunato nella deviazione a rete. Il resto lo fa un inguardabile De Sanctis, la controfigura di se stesso e di un portiere. Dopo un quarto d'ora è già 3-0, e l'aspetto più terrificante non è il risultato, ma il gioco degli azzurri. Inutile chiedersi chi e cosa abbia sbagliato. Tre reti in quindici minuti, di cui un autogol e due segnature regalate a porta spalancata, non hanno spiegazioni. Come non ha spiegazioni il pugno di Kapetanos a Santacroce. Sul 3-0 e sotto gli occhi dell'arbitro è follia pura. Tant'è che il Napoli ringrazia e ricomincia da capo. Anzi. Ricomincia da tre. Il primo a svegliarsi è Gargano, che si ricorda di non essere un cecchino sulle punizioni, e lascia per una volta l'incombenza a Josè Sosa. Il risultato è un palo e la conseguente ribattuta a rete di Vitale. Lui si un sorriso per Mazzarri, al di là del gol e del primo quarto d'ora. Ma fortunatamente, è solo il primo squillo. Nella ripresa si torna in campo con la convizione e la voglia di riprendersi tutto. La fortuna, prima aiuta con una doppia traversa a De Sanctis battuto e inbambolato, poi toglie con un palo di Sosa e un tiro del Pocho di poco fuori. Lui, Lavezzi, buttato in campo nel suo giorno di riposo per dare la scossa alla squadra. Poco dopo gli fa compagnia Hamsik. E gli assi sono sul tavolo. Anche perchè, senza di loro, non si vincono neanche le partite a briscola. Il primo corre e inventa, il secondo tira fuori il mirino e spara al sette un sinistro da campione maturato. 3-2, e il pazzo Napoli si risveglia. Gli attacchi ripetuti e i salvataggi al millimetro dei rumeni sono da cardiopalma. Dagli spalti altri 3000 pazzi ci credono e spingono il gruppo azzurro. Entra anche Dumitru, che per poco non fa felice il papà. Il resto lo fa quel genio di Cavani, che all'ultimo secondo, con freddezza da fuoriclasse, spara sotto la traversa un assist al bacio di Sosa. E' apoteosi azzurra a Bucarest. Ma il cuore, anche quello azzurro, non può soffrire sempre così.

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di Salvatore Formisano
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