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PARLA L'AGENTE

"Inler vuole vincere la Champions col Napoli"


'Inler vuole vincere la Champions col Napoli'
15/07/2011, 13:07

A Radio Crc è intervenuto Dino Lamberti, procuratore di Gokhan Inler:
“Sono stato subito felice dell’interesse del Napoli per il mio assistito e, il fatto d’essere napoletano, è un vantaggio, ma devo essere professionale e se l’offerta del club partenopeo non fosse stata vantaggiosa per Inler, il ragazzo non avrebbe indossato la maglia azzurra. Gokhan era a conoscenza del fatto che uno dei miei sogni era quello di avere un calciatore nella squadra del Napoli e oggi grazie all’Udinese e a De Laurentiis abbiamo realizzato questo sogno. La consacrazione definitiva di Gokhan al Napoli? La settimana scorsa è stata decisiva per ciò che concerne la parte finanziaria perchè con De Laurentiis abbiamo messo a posto le ultime cose, ma che Gokhan volesse giocare a Napoli non è certo cosa recente. Noi abbiamo preferito valutare il progetto tecnico del Napoli, nonostante tanta gente continuasse a non parlar bene di Napoli. Noi non abbiamo ascoltato solo noi stessi e sono convintissimo d’aver fatto la scelta giusta non prendendo in considerazione solo l’aspetto economico. Se il ragazzo fosse andato a giocare in squadre inglesi oppure in altri club italiani, avrebbe guadagnata di più, ma abbiamo sposato il progetto tecnico del Napoli. Credo che Gokhan a Napoli sia il pezzo che mancava. Credo che con lui, il Napoli faccia il salto di qualità. Inler è pronto per lavorare giorno per giorno. Energeticamente sapevo che fosse scattata una certa scintilla con De Laurentiis. Siamo due persone molto professionali, anzi, sono stato molto sorpreso della sua professionalità. È difficile trovare una squadra organizzata come quella del Napoli. La prima sensazione di Inler al Napoli? Ieri sera siamo stati insieme e mi è sembrato davvero contentissimo. Gokhan è un ragazzo che quando fa una scelta non guarda più indietro. Inler voleva solo Napoli e credo lo abbia anche dimostrato al pubblico partenopeo perché se il ragazzo avesse guardato l’aspetto economico, non avrebbe scelto Napoli ma il
mio assistito ha deciso col cuore. Il motivo della mancata esultanza al San Paolo nella passata stagione? Inler ancora non sapeva di indossare la maglia azzurra per cui quella non esultanza non era legata al suo passaggio al Napoli. Il ragazzo vorrebbe tenere segreto il motivo, e mi sembra giusto rispettare la sua volontà. Il mio assistito è molto felice di avere come compagno di squadra Dzemaili, speriamo che questa coppia faccia vincere qualcosa di importante al Napoli. Gokhan crede molto nel progetto del Napoli, la squadra ha un allenatore molto bravo e credo ci sia una base per raggiungere il successo. Poi il pallone scrive anche cose diverse da ciò che sembrano, ma quando si contano molti aspetti positivi è difficile che le cose vadano nel verso sbagliato. Se Gokhan ha già un soprannome? Tutti lo chiamano “il guerriero” perché Inler è uno che lotta sempre, che non beve nemmeno l’acqua frizzante, è uno che si dedica solo al calcio, è focalizzato per vincere. E il suo lavoro comincia su sé stesso. Io però lo chiamo Goki. Il progetto di Inler? È arrivato a Napoli perchè sogna di vincere la Champions League in azzurro. Sa che non è facile, ma con la dedizione e un po’ di fortuna si può tutto. Credo che il Napoli sia formato da una squadra che può arrivare tranquillamente nelle prime tre posizioni. Ovviamente il successo non dipenderà solo dal mio assistito, ma credo che le basi ci siano. Se davvero Inler riuscisse a vincere la Champions in maglia azzurra sarebbe fantastico. L’importante è lavorare molto, giorno per giorno. A Udine era un giocatore importantissimo, con lui si discuteva anche di problemi relativi all’intera squadra perché è uno che fa gruppo. Gokhan farà di tutto per vincere la Champions, senza dimenticare che ci sono squadre come Inter, Barcellona e Real Madrid che sono ovviamente più esperte. Ma se davvero si lotta per un obiettivo è tutto possibile. La maschera da leone? Quando De Laurentiis chiese a Gokhan di indossare la maschera eravamo in sede. Mi sa che questa maschera l’avesse usata già Lavezzi. Inler a primo impatto non voleva indossarla, ma poi l’ho convinto”.

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di Roberto Russo
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