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FOCUS - SPINA DORSALE

Inler-Campagnaro-Lavezzi, cose mai viste...


Inler-Campagnaro-Lavezzi, cose mai viste...
28/09/2011, 19:09

Cose mai viste. Un carisma da leader, fisico tosto, personalità da vendere, piedi (entrambi) buoni, tiro da fuori, difesa del pallone, passaggi corti, lunghi, in verticale o sventagliate di 40 metri per gli inserimenti degli esterni, una volta a destra, una volta a sinistra, una volta col destro, l’altra col mancino, colpendo la palla di collo-esterno. Senza mai sbagliare nulla.
Il riferimento, per chi faticasse a capire, è a Gokhan Inler. Monumentale. Il Villarreal ieri gli è sbattuto addosso e quando non l’ha fatto, ha trovato Gargano.
Lo svizzero ha mostrato cose che al San Paolo, forse, non si erano mai viste. Chi nel miglior Napoli di sempre ci ha giocato, Massimo Mauro, ha così commentato, ieri durante la telecronaca Sky, le perplessità di alcuni sull’avvio di stagione del centrocampista azzurro: “Qualcuno ha dubbi su Inler? Datemi nome e cognome”.
Per poi aggiungere, con un briciolo d’imbarazzo, dopo una giocata dell’elvetico: “Mi scuseranno i miei amici di Udine, ma non riesco a capire come mai Inler sia rimasto così a lungo nell’Udinese: è un centrocampista di livello mondiale”.
Il calcio è fatto di opinioni, certo. Ma anche di cuore, polmoni, fisico, piedi e testa. E Gokhan sembra proprio averle tutte queste componenti. O, almeno, è ciò che è parso ieri.
Il Napoli che gioca assecondando il proprio regista, affidandosi a lui. L’ultima volta che riuscì fu con Gaetano Fontana. Si era in C. Ora è tutt’altra musica, ma l’elemento con qualità superiori alla media che faccia la differenza in mezzo al campo, finalmente, c’è. Il Napoli ha sborsato 16 milioni di euro per aggiudicarselo, ma sembrano ben spesi.
Inler è il perno di una spina dorsale che consta di altri tre elementi: De Sanctis, Campagnaro e Lavezzi. Al momento, infatti, sono questi i giocatori che stanno trascinando la squadra. Senza dimenticare Cavai, Hamsik, Gargano, Aronica, Maggio o Cannavaro. Per carità.
Il portiere del Napoli, ieri, ha goduto di una serata tranquilla, ma rappresenta uno dei leader ed uno degli elementi con il rendimento medio più alto. La sua tranquillità, senza dubbi, è dovuta alla strepitosa condizione fisico-psicologica che sta caratterizzando le prestazioni di Hugo Campagnaro.
El Toro, ieri, sembrava indemoniato: non ha concesso un centimetro a nessuno, non ha mai sbagliato un appoggio ed è uscito in maniera imperiosa palla al piede dalla sua area (o trequarti) in ogni circostanza che lo richiedesse. Ha spazzato via gli avversari, ridicolizzandoli, sbriciolandone il morale, togliendogli palla e convinzione ad ogni intervento. Come se non bastasse, ha aiutato il Napoli a ripartire, concedendosi fughe palle al piede come faceva ai tempi belli che furono. Quando, dalla curva della Sampdoria, si alzava incessante il coro: “Hugo, Hugo, Hugo”!
Un coro che, spesso, si inizia a sentire anche al San Paolo. Ieri, chiaramente, lo si è avvertito nel settore “Distinti”. Piccoli focolai o sintomo di un amore che cresce in tutti i tifosi azzurri?
Dulcis in fundo, Lavezzi. Il Pocho, come sempre, è l’ispiratore di tutto (o quasi) ciò che il Napoli crea. Col Villarreal non è stato diverso. Il cross d’interno col mancino a pescare Hamsik sul filo dell’offside el’accelerazione devastante che ha mandato in crisi Gonzalo Rodriguez, costringendolo al fallo da rigore, poi trasformato da Cavani, sono state le giocate che hanno determinato il match.
“Lavezzi è decisivo”. Lo si dice poco. E, allora, evidenziamolo.

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di Pietroalessio di Majo
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