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PARLA CORBO

Insigne e Maiello, il futuro del Napoli


Insigne e Maiello, il futuro del Napoli
10/10/2011, 10:10

LORENZO Insigne è un pezzo di Napoli futuro che splende a Pescara in B, segna due spettacolari gol a Vaduz nel debutto con l’Under 21, riceve da Ciro Ferrara il volante della seconda Nazionale italiana contro la Turchia a Rieti.

SECONDO il suo allenatore Zeman, uno che se ne intende, Insigne è il sosia di Giovinco ma può diventare l’erede di Lavezzi. La sua azione è uno sciame di finte e dribbling veloci. E segna facile. Nel Foggia 19 gol in 34 gare, a Pescara due finora. È ormai seguito dagli osservatori di tutte le società di A. Ma Insigne ha solo vent’anni, è di Frattamaggiore, arriva dalle giovanili, non costa niente: il più interessante fantasista tra i giovani della B ha tutto quindi, ma proprio tutto per essere trascurato dalla sua Napoli. È ricominciato infatti il tormentone del mercato, che riapre il 3 gennaio per chiudere il 31. Si leggono nomi stravaganti. De Laurentiis nei giorni di riposo in Trentino ha potuto riflettere su questo paradosso. Occorre ancora una volta una sua virata per riprendere il vecchio corso. Ha sempre cercato per il suo progetto giovani di talento. Un suo amico gli ha anche suggerito di andare domani a Rieti. Valuta isuoi impegni. Dalla tribuna si vede peggio che in tv, ma dimostrare interesse e vanto per un giovane così dotato del suo Napoli è un bel gesto. Lo insegnano i più accorti dirigenti del passato, da Viola a Boniperti a Ferlaino. Altri giovani sono ormai pronti per essere inseriti nel giro della prima squadra. Il primo è Camillo Ciano, che si è presentato a Crotone con una sassata all’incrocio del pali. È un mancino molto tecnico con inventiva e gol. Terzo, Vincenzo Maiello visto nel finale del primo campionato di Mazzarri. Ma d’estate gli fu preferito Sosa, forse perché aveva un nomignolo migliore, «El Principito», niente di più. Anche Maiello è a Crotone in B. In un forum per i suoi cinquant’anni, Mazzarri ha ammesso che il Napoli corre per lo scudetto con la Juve, ha però ribadito che il primo obiettivo è la Champions. È un tentativo palese di depistaggio. Inseguire un sogno proibito piuttosto che un traguardo possibile? Il Napoli, viste le altre, può davvero lottare per lo scudetto. Ha il miglior congegno offensivo del campionato, l’asse Gargano-Inler dà equilibrio tra i reparti, la difesa ha gli anni della maturità e la dimostra tutta. La volata scudetto è avvincente. Ma chiede lucidità. Non perdona errori di guida come la sbandata di Verona con il Chievo né tollera le moleste voci di mercato diffuse da faccendieri e procuratori. Che lascino in pace il Napoli Il presidente non rivela i suoi programmi, né il suo giudizio sull’ultimo mercato. È tuttavia orientato a riprendere la precedente linea: acquistare, senza limiti di spesa, solo giocatori di assoluto valore. Ha personalmente condotto la trattativa per Cavani nel 2010, chiuso quella per Inler quest’anno. Sarà abbandonata invece la tendenza opposta: spendere poco per l’usato sicuro. Che sicuro non è, visti i risultati. Il Napoli di oggi si regge sugli acquisti degli anni scorsi. Non si sono rivelati finora molto fortunati proprio gli affari a basso costo. Cribari, Dumitru, Lucarelli, Sosa e Yebda un anno fa. Qualche delusione anche adesso. A parte Britos pagato abbastanza, Pandev in prestito gratuito è un groviglio di promesse e affanni, Santana stenta, di Donadel si sono perse le tracce. Dagli ultimi due, liquidati dalla Fiorentina a soli 28 anni, ingaggiati quindi a costo zero, il Napoli si aspettava di più. Una veloce ricerca in redazione, tra copie arretrate e siti, fa scoprire una anomalia nelle date. Prima il contratto, poi le visite. Il Napoli rinuncia ai controlli medici preliminari per i giocatori che arrivano gratis. Non funziona così, se è più facile incontrarli ora in infermeria che sul campo. Un eccesso di fiducia e ottimismo da parte di Riccardino Bigon. Ma il giovane direttore sportivo va perdonato, anzi elogiato. Per aver ben sistemato i giovani. È stato proprio lui a preferire il Pescara tra i club che richiedevano Insigne, ha puntato su quel raffinato maestro di calcio che è Zeman. Un nome che De Laurentiis ha da tempo nella mente, dopo quello di Reja, per un ruolo dirigenziale nel Napoli futuro. Che sarà diverso da questo. Non solo guidato, dovrà essere sempre meglio costruito e potenziato.
Fonte :La Repubblica

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di Redazione
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