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Intervista a Dario Marchetti


Intervista a Dario Marchetti
11/09/2012, 09:52

Nel giugno del 2010 la carriera agonistica di Dario Marchetti sembrava essere giunta al capolinea. Un brutto incidente sul tracciato di Rijeka lo aveva messo ko. Il pilota bolognese, tanto tenace dentro quanto nel fisico, grazie ad una volontà inossidabile ha trovato la forza per riprendersi dagli acciacchi ed ancora oggi continua un’avventura iniziata oltre trenta anni fa: “Ho – racconta il rider – iniziato a muovere i primi passi su due ruote da ragazzino, con il classico motorino. Inizialmente ero appassionato di Formula 1, poi l’amore per le moto prese il sopravvento. La prima gara è stata nel 1979 al Trofeo Aspes, contro piloti del calibro di Loris Reggiani, Ezio Gianola, Fausto Gresini e Stefano Caracchi. Da allora ho gareggiato un po’ dappertutto, mondiale 125, 250, 500Gp, Sbk, Endurance. In campo internazionale mi è capitato di alzare la coppa del vincitore per quattro volte a Daytona nella Battle of Twin ed a Rijeka per la 200 miglia. Sempre in terra straniera ho fatto mie anche la Sound of Thunder Race of Champions, la Homestead Miami Formula Usa, la Gp 500 di Macao, la 300 della Zatacek Horice, la 200 miglia dell’Hungaroring, la Speed Days Red Bull Ring. In Italia, invece, ho il piacere di esporre in bacheca quattro trofei nazionali, una coppa d’endurance e diverse gare”. Tante stagioni alla ricerca della piega perfetta tra i cordoli di tutto il globo con tante due ruote che lo hanno accompagnato in queste meravigliose avventure: “Sono – svela Dario – legato a tante moto. La Britten era incredibilmente avanti dal punto di vista dei contenuti tecnologici. Con la Harris Yamaha 500 Gp bisognava avere avere due attributi grandi quanto un cocomero per gestirne la potenza in accelerazione. Le Ducati 996, 998, 1098 e 1198 mi hanno regalato emozioni uniche”. Anche quest’anno Marchetti si diverte sfidando gli avversari ed il Dio Crono: “Sono – dice – impegnato negli Usa con il Team Ducshop Racing di Atlanta e la moto è una Ducati 848 Evo. In ottobre porterò al debutto nella Race of Champions la Panigale; sarà la prima gara statunitense per il nuovo gioiello desmodromico. Dopo oltre trenta primavere di gare, sono abbastanza soddisfatto. Il motociclismo è uno sport meraviglioso e fa piacere godere della stima di molti amici. Come sogno nel cassetto ho vincere la 200 miglia di Daytona, la gara Usa più importante. Spero di aprire il cassetto e far volare questo mio desiderio dritto in bacheca quanto prima”.

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di Alfredo Di Costanzo
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