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VERSO LA CHAMPIONS

Investimenti o no, sarà rivoluzione. Ecco perché..


Investimenti o no, sarà rivoluzione. Ecco perché..
12/05/2011, 18:05

OGNI PALCOSCENICO HA I SUOI INTERPRETI
Ogni palcoscenico ha i suoi interpreti. Più è prestigioso il primo, più dovranno essere all’altezza i secondi. Una legge non scritta che può essere abbinata a diversi mondi, tra cui quello del calcio.
Spesso, infatti, chi aiuta una squadra a guadagnarsi il diritto di partecipare ad una manifestazione importante, poi non vi prende parte in prima persona. Sembra crudele, ma è così.
Basti pensare a quante compagini, anche nel recente passato, hanno operato profonde rivoluzioni della rosa, dopo che la stessa aveva prodotto ottimi risultati, nel tentativo di attrezzarsi per competizioni più difficili e prestigiose di quelle affrontate abitualmente.
L’ANALOGIA TRA IL NAPOLI ATTUALE E QUELLO DELL’ULTIMO ANNO DELL’ “ERA FERLAINO”
E’ successo alle squadre che, partite per obiettivi meno importanti, sono arrivate in Champions, ma anche al Napoli, ad esempio, quando salì dalla B alla A nell’ultimo anno dell’era Ferlaino.
Ricordate Schwoch e Novellino, protagonisti assoluti della trionfale cavalcata? Erano amati, avevano dato tutto, eppure la società vi rinunciò. L’attaccante altoatesino fu ceduto per circa 11 miliardi al Torino e al tecnico non fu data l’opportunità di proseguire il proprio lavoro.
Furono considerati uomini “di categoria” (sbagliando?), che avevano fatto ciò che potevano, ma che non si sarebbero potuti ripetere in una competizione difficile come la massima serie italiana.
Oggi, come ieri, il Napoli si trova in una situazione simile, seppur con una differenza sostanziale.
SITUAZIONE SIMILE MA DIVERSA
All’epoca si decise di rivoluzionare la rosa, in virtù della maggiore qualità necessaria per competere in Serie A e, soprattutto, in virtù dell’esponenziale crescita degli introiti, che coincideva con la promozione.
Nel prossimo futuro, più o meno, potrebbe accadere la stessa cosa. La riconoscenza, dopo tutto, non è certamente il valore su cui si fondano i progetti di una società di calcio.
Ad alcuni (molti?) giocatori del Napoli attuale potrebbe venir detto: “Grazie di tutto, ma ora potete andare”, con una pacca sulle spalle e tanti saluti.
Dov’è la differenza? Nell’ organico attuale ci sono tanti giocatori che, probabilmente, hanno avuto quest’anno il miglior rendimento della propria carriera e che, quindi, hanno visto crescere la propria valutazione di mercato. Gli azzurri, tanti anni fa, hanno ceduto Stefan Schwoch anche perché era l’unico giocatore che aveva richieste. Oggi, invece, qualsiasi giocatore del Napoli troverebbe spazio in altre squadre di Serie A.
LA POSSIBILE INDUZIONE AL PRAGMATISMO
La società, dunque, potrebbe anche lasciarsi “ingolosire” da alcune richieste, cedendo i giocatori non ritenuti progettuali ed aprendosi a nuove possibilità di mercato. Se ci dovrà essere una crescita o meno, in pratica, lo si capirà anche dalle cessioni.
Le opportunità di mercato potrebbero indurre De Laurentiis a lasciar partire molti calciatori, monetizzando al massimo le loro cessioni per poi reinvestire il denaro ottenuto e rinforzare la squadra con giocatori ritenuti all’altezza dell’attuale collocazione degli azzurri nel panorama calcistico europeo.
MEZZA SQUADRA CON LA VALIGIA PRONTA
Se queste considerazioni trovassero riscontro, ecco che la rosa dei partenopei subirebbe una vera e propria rivoluzione. Basta considerare quanti giocatori attualmente in organico non possono dirsi certi di restare al Napoli o, addirittura, sono già sicuri di partire: Iezzo, Gianello, Santacroce, Cribari, Aronica, Gargano, Blasi, Pazienza, Vitale, Sosa, Lucarelli, Dumitru. Persino Maggio, Dossena, Zuniga e Mascara non hanno il 100% di possibilità di essere confermati. E, qualora arrivasse qualche offerta faraonica, non è detto che De Laurentiis decida di trattenere tutti e tre i fenomeni dell’attacco (Hamsik-Lavezzi-Cavani).
FUTURO INCERTO
Per tutte queste ragioni, ovviamente, c’è ancora grande incertezza su quelle che saranno le mosse del Napoli, ma una cosa è sicura: l’attuale parco giocatori rappresenta un patrimonio economico considerevole. Una parte di questo patrimonio potrebbe essere “fatta fruttare”, per poi sostituire i giocatori ceduti con altri pronti ad affrontare le inedite sfide che attendono gli azzurri.

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di Pietroalessio di Majo
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