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LO SCRIVE LA GAZZETTA

"Italiane in Champions, nessuno come il Napoli"


'Italiane in Champions, nessuno come il Napoli'
08/12/2011, 11:12

Alla fine la memorabile prestazione di quindici giorni fa contro il Manchester City trova il suo logico e giusto premio, col Napoli che sopravvive al grupo de la muerte volando agli ottavi di Champions mentre Mancini e Balotelli retrocedono in Europa League. Il risultato— in assoluto il più significativo del terzetto italiano, promosso in blocco — è così importante da spingere in secondo piano la sofferenza di quest’ultimo atto, tecnicamente assai più semplice delle ordalie con Bayern e City, ma nel quale il fattore umano—leggi inesperienza e paura — ha rischiato di giocare un brutto scherzo al Napoli. Uno scherzo almeno pari a quello che ha tradito Mazzarri, pescato dall’arbitro nell’assurdo gesto di spingere Nilmar, che stava semplicemente recuperando un pallone, e buttato fuori in un momento delicatissimo. Al di là di un nervosismo finale difficile da spiegare, il Villarreal ha giocato a intensità più che normale, senza palesare alcuna antipatia per la squadra azzurra. Meno male che Inler, che sin lì era stato davvero il peggiore, poco prima di metà ripresa indovina un ciclonico sinistro-apriscatole capace di lasciare di stucco Diego Alves; senza ridurre la spinta del cuore, il sospirato vantaggio finalmente collega il cervello del Napoli alle gambe, e il facile raddoppio di Hamsik dissolve definitivamente l’incubo. E’ può così partire «O surdato ’nnamurato », a cura dei 4.000 tifosi venuti a festeggiare l’occasione storica, e pure tra prosciutti e branzini (anziché mozzarelle e pastiere) resta un gran bel sentire.
L’errore - Detto della gran gioia finale, la sofferenza precedente è mica da ridere. Forse perché la palla della vita plana troppo presto nell’area spagnola: dopo 5 minuti la partita è ancora fredda e il solitario Zuniga non trova di meglio che deviare mollemente fra le braccia di Diego Alves il tracciante da destra di Lavezzi. E’ il classico errore che ti cresce dentro col passare dei secondi, prima devi renderti conto di dove poi di dov’erano rimasti i difensori del Villarreal, in un improvvido tentativo di fuorigioco; allora Zuniga si mette le mani nei capelli, pregando in cuor suo di non dover rimpiangere al 90’ il treno malamente perduto. Forse il Napoli pensa che un’occasione simile segnali un match in discesa, forse viceversa lo interpreta come un annuncio di malasorte; sia come sia, il processo di riscaldamento in corso s’interrompe di botto, il centrocampo arretra il baricentro senza che gli attaccanti rinculino di conseguenza — cosa che spacca la squadra—e il palo esterno di Ruben nell’azione successiva finisce di spaventare un Napoli troppo preoccupato
La tensione - Il Villarreal gioca con la giusta dignità — diciamoa un livello che né il Napoli né il Manchester City possano contestare—con un 4-4-2 leggermente sporcato dagli arretramenti di Bruno e una buona presenza in pressing sulla ripartenza dell’azione italiana. Niente di più. Non è certo un calcio da scienziati, ma davanti a un rivale cui tremano le gambe basta per non correre rischi. Tatticamente il Napoli è il solito, con i tre difensori a flottare su Ruben e Nilmar ma i due terzini troppo spesso sulla stessa linea, a comporre un dispositivo a cinque non motivato dalla scarsità delle truppe spagnole. Gli errori negli stop e nei passaggi laterali più banali dimostrano che l’atteggiamento ultraprudente non è un ordine di scuderia, ma una fragilità psicologica; al dunque il Napoli ha paura di vincere, e l’incessante incoraggiamento dei quattromila è insieme un gesto d’amore e una richiesta di sveglia. Attorno a metà tempo Hamsik prova a prendere inmano la situazione, accesa sin lì soltanto da qualche sprazzo di Lavezzi, ma il timing degli inneschi per Cavani non è mai quello che ci vorrebbe. Quando il Napoli sta bene il suo gioco negli spazi vive momenti-Matrix, i meccanismi sono così oliati da dare la sensazione di un tempo rallentato come nel cult-movie; qui, viceversa, gli sbagli sono così marchiani da suggerire un tempo accelerato, nel quale risulta impossibile qualsiasi precisione. E quando il tabellone dello stadio informa che David Silva a Manchester ha portato il City in vantaggio, il tempo diventa improvvisamente un nemico. I gol C’è più voglia che tattica nella superiore aggressività con la quale il Napoli esce dall’intervallo, e infatti a qualche situazione più promettente nell’area spagnola corrispondono almeno due chance per il Villarreal: De Guzman scivola sulla prima, Aronica recupera Nilmar sulla seconda. Il gol di Inler è un’estemporanea prodezza, e a esser sinceri arriva nella fase in cui il match è più in bilico, potrebbe pendere dall’una come dall’altra parte. Ma era il grupo de la muerte, mica si poteva pretendere un finale alla camomilla: il tocco di Hamsik chiude i giochi e accende i cori, l’impresa è fatta e siamo tutti nnammurat
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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