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ITALMOKA, BOVENZI: “PALUMBO E’ UN GRAN MOTIVATORE”


ITALMOKA, BOVENZI: “PALUMBO E’ UN GRAN MOTIVATORE”
04/08/2008, 09:08

Non solo doti e capacità tecniche. Nel basket, come in altre discipline, oggi è importante anche la preparazione fisica che consente agli atleti d’ottenere i risultati. “Nella pallacanestro il lavoro è basato al raggiungimento d’una condizione ottimale nei play off / out ed alla prevenzione degli infortuni – spiega il prof. Riccardo Bovenzi, preparatore fisico della Pall. Pozzuoli – Alla fine della stagione tale attività incide per il 30–40% sul rendimento d’un team. Va tenuto conto anche degli esercizi svolti con il cardiofrequenzimetro che ottimizza l’allenamento tecnico, del lavoro integrato, cioè la seduta tecnica con finalità metaboliche in cui per avere un’ottimizzazione dei tempi di lavoro e recupero, è fondamentale il feeling, la sinergia con il coach”. Nella sua prima annata all’ombra della Solfatara ha costruito un buon rapporto con Fulvio Palumbo del quale non ha lesinato le lodi per la gestione della squadra. “E’ un grande motivatore che ha dato ed avuto tanto dalle cestiste – aggiunge – Questo è importante perché sulle prestazioni incide anche il fattore psicologico. Secondo me, per esempio, negli ultimi europei di calcio Alberto Aquilani era in buone condizioni fisiche, ma non psicologiche. Un tecnico che sa motivare bene i propri giocatori ottiene tanto com’è capitato a Sandro Orlando a Schio, ma anche alla società flegrea il cui roster è giunto interamente al top fisico e psicologico al primo turno dei play out”. Una circostanza riscontrata anche parlando, in quei giorni, con le atlete. In tutte c’era la ferma convinzione di chiudere i giochi rapidamente con una serie o con un secco 2–0 come poi è successo. Ora è tempo di vacanze, di ricaricare le batterie in vista del nuovo campionato. “In quello passato abbiamo raggiunto risultati notevolissimi iniziando un lavoro che continuerò nel prossimo – conclude Bovenzi – Nell’ambito della seduta collettiva mi finalizzerò anche sui singoli cercando di migliorare piccoli difetti individuali. Nei mesi scorsi vedendo le partite ho analizzato che le cestiste fanno tantissime torsioni del busto su un arto. Ora opererò anche su quest’aspetto, sul disequilibrio, cerando l’abitudine del sistema nervoso a far fronte ad ogni situazione”.

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di Redazione
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