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Il ragazzo proviene dala cantera dell'Atletico Madrid

Javi Poves lascia il calcio a 24 anni:"Questo mondo mi disgusta"

Il giovane:"Andrò a lavorare in un paese povero"

Javi Poves lascia il calcio a 24 anni:'Questo mondo mi disgusta'
09/08/2011, 18:08

Javi Poves è un calciatore, ha solo 24 anni ed ha già deciso di appendere le scarpette al chiodo. Il motivo? "Il calcio è capitalismo ed il capitalismo è morte". Una dichiarazione forte ed inequivocabile che fa di questo ragazzo un caso anomalo, probabilmente unico che dovrebbe invitare ad una profonda riflessione.
La notizia, diffusa dal portale "Curiosport", ha difatti del clamoroso e presenta una reazione allo star system alla quale, i tifosi di tutto il mondo e gli stessi calciatori, probabilmente non sono abituati. Del resto sono moltissimi i giocatori  che, nati poverissimi nei paesi in (eterna) via di sviluppo, riescono ad accumulare enormi fortune una volta raggiunto l'olimpo di quello che è e rimane lo sport più seguito al mondo.
Quando riescono a divenire ricchi, però, questi giovani sembrano dimenticarsi completamente delle proprie umili origini e si lasciano conquistare e corrompere dal materialismo più frivolo. Auto, gioielli, prostitute, droga, scommesse ed eccessi di ogni tipo accompagnano la vita di tanti ex "sfortunati" resi dei privilegiati dal proprio innato talento. Ma, mentre Samuel Eto'o contratta con Moratti l'ennesimo "ritocchino" al suo già esorbitante contratto da 10 milioni di euro (netti) all'anno, lo spagnolo Poves dice di essere arrivato al limite della sopportazione e di voler abbandonare tutto:"Ciò che si vede da dentro chiarisce molto - dichiara con grande convinzione-: il calcio professionale è solo denaro e corruzione. E' capitalismo, e il capitalismo è morte. non voglio stare in un sistema che si basa su ciò che guadagna la gente grazie alla morte di altri in Sudamerica, Africa o Asia". Già qualche anno fa, il ragazzo proveniente dalla cantera dell'Atletico de Madrid e lanciato nella massima serie spagnola da Manolo Preciado, aveva spiazzato la società proprietaria del suo cartellino con una richiesta precisa quanto inusuale: niente accreditamento dello stipendio tramite transazioni bancarie. L'intento, come intuibile, era quello di evitare speculazioni finanziarie con il proprio denaro. Poco dopo l'episodio dell'auto regalatagli dalla squadra e prontamente restuita poichè:"Sono una sola persona, ho già la mia auto e non vedo perché dovrei possederne un'altra".
Insomma: un esempio di anticapitalismo applicato come rigoroso (e coraggioso) stile di vita. Sul suo futuro prossimo e remoto Javi non sa esprimersi con certezza:"Non so ciò che sono, so solo che non voglio prostituirmi come fa il 99% della gente - ha spiegato -.Voglio studiare all'università  e conoscere veramente il mondo: vedere quello che c'è". Del resto, a quanto pare, l'oramai ex sportivo professionista è abituato a non spendere troppo per viaggi e soggiorni:"Sono stato in ostelli in Turchia che costavano 3 euro a notte".
Qualche intento rivoluzionario il ragazzo però se lo lascia sfuggire:"A che mi serve guadagnare 1000 € invece di 800, se sono macchiati di sangue - si chiede - se si ottengono con la sofferenza e la morte di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo è la disgrazia del resto. ciò che si dovrebbe fare è andare in ogni banca, bruciarla e tagliare teste".

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di Germano Milite
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