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IL PROTAGONISTA

José Ernesto Sosa e l'ironia del destino


José Ernesto Sosa e l'ironia del destino
07/02/2011, 19:02

“Il Principito non può giocare al posto di Lavezzi: il Pocho è un attaccante, Sosa deve giocare a metà campo”. Così parlò Fabio Bilardo, procuratore del trequartista (così son tutti felici) del Napoli, in un’intervista rilasciata pochi giorni fa.
Parole che hanno portato bene a Sosa, il quale si è finalmente sbloccato nella gara col Cesena, realizzando la sua prima rete in maglia azzurra. Come? Entrando in campo nel finale al posto di Lavezzi e, praticamente, giocando da punta aggiunta. Tanto è vero che ha dovuto solamente “correggere” l’assist di Mascara, spedendo il pallone alle spalle di Antonioli. Un solo tocco è bastato per far felice chi, almeno finora, ne aveva provate tante, ma senza mai convincere.
“Se l’allenatore ci mette un anno per capire che José è un centrocampista, non è colpa sua se poi non rende al massimo” aggiunse Bilardo, rincarando la dose. Il calcio, dopo tutto, non è una scienza esatta. Il procuratore di Sosa, senza dubbio, conoscerà le qualità del suo assistito e, probabilmente, meglio di chiunque altro.
Il destino, però, ha voluto scherzare un po’ su questa storia e, per fortuna, è andata bene a tutti. A Sosa, innanzitutto, che ora potrà guardare al futuro con maggiore serenità; a Mazzarri, che ha visto il Principito finalmente incisivo e capace di annichilire le velleità di rimonta del Cesena e, infine, a Bilardo, al quale prossimamente sarà chiesto di replicare.
Nella speranza che funzioni di nuovo…

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di Pietroalessio di Majo
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