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Juve-Napoli. una notte dolcissima per gli azzurri


Juve-Napoli. una notte dolcissima per gli azzurri
21/05/2012, 10:05

SEI milioni di tifosi per il Napoli che vince, quanti per la Juve sconfitta? Si è giocata una fantastica e virile finale in uno stadio grande quanto il mondo. Continua a Napoli fino all’alba nella follia di una notte pazzesca. Cinico il calcio: obbliga Conte a stracciare una leggenda, sostituisce Del Piero dopo 289 gol e 705 gare. Su quella bandiera ammainata Mazzarri crea il trionfo su Conte e la Juve: ha trascurato proprio Del Piero rifugiato a centrocampo in una posizione illogica per destinare il diretto rivale in attacco con incursioni da esterno destro. Del Piero in meno, Campagnaro che si raddoppia. Conte l’ha capito? Il calcio è senza memoria, ciao Del Piero. È quel che teme Lavezzi: piange nell’asfissiante abbraccio dell’amico Gargano, è davvero finita tra lui e il Napoli? In un lampo di orgoglio Lavezzi però firma l’ultima vittoria: conquista il rigore che schioda la Coppa Italia dopo 25 anni, la quarta per il Napoli che ora allunga i suoi orizzonti. De Laurentiis ha grandi progetti, è la notte di un calcio nuovo, il suo. Europa League senza i preliminari, prima gara il 20 settembre. Ma senza svilire il campionato. Il Napoli alza la Coppa, ne sia degno: è impazzita ieri la sua città, mentre la Coppa Italia lo restituisce al rispetto degli sportivi italiani ed europei.

L’AVVOCATO civilista di Cesena, Christian Brighi, sperava di far parte del cerimoniale. Inviato a dirigere la sua ultima partita nella finale degli addii. Non è internazionale, incombe il limite della pensione alla svolta dei quarant’anni. Apre con quel suo stile placido da romagnolo cordiale, aperto al dialogo. Non l’avesse mai pensato. Dopo neanche mezz’ora è al centro di una buriana, né lo aiuta il “quarto uomo” Bergonzi con inelegante e invasivo interventismo. È stato il Napoli ad inasprire lo scontro dopo i primi 25 minuti giocati da protagonista. Era la partita che il Napoli gonfio d’ira aspettava, dopo aver visto svanire nelle ultime due gare di campionato la qualificazione Champions. L’aspettava anche Mazzarri,che ormai carica di enfasi ogni appuntamento. «Dobbiamo rientrare nella storia», il suo ultimo spot. Evidente la cura dei suoi dettagli tattici. Ha sancito l’intensità prepotente del Napoli grazie a tre mosse di Mazzarri: ha lanciato Hamsik su Pirlo (e solo a tratti Cavani) nella fase passiva, obbligando il regista juventino ad una lunga sosta iniziale tra le quinte. Ha lanciato un forsennato Lavezzi prima a sinistra poi a destra con tutta l’ansia febbrile di una rivincita su chi non aveva più creduto in lui, su chi da febbraio l’ha esposto sul mercato con il cartellino e l’annuncio del prezzo fisso (31,8milioni, niente sconti) ma Lavezzi che ha Parigi in testa da tempo si è accorto di aver perso vigore ed impeto, rinviato la chiusura dei conti in una sola notte. Ma la mossa migliore di Mazzarri, quella che ha messo sotto pressione la Juve all’inizio, è stata l’inedita posizione di Campagnaro: abbinato a Del Piero, ma il Napoli gli ha chiesto lavoro straordinario, controllare da lontano Del Piero condannato dalla sua società al più malinconico dei congedi. Gli ha chiesto di proporsi in attacco come mediano aggiunto. Il Napoli ispirato da Campagnaro ha vissuto i momenti migliori, coincidevano con i peggiori della Juve che intanto arretrava sia Borriello che Del Piero. La Juve si è rialzata quando finalmente libera Pirlo dalla morsa  di Hamsik, a tratti ricaduto della sua struggente anarchia prima di chiudere la partita con un micidiale contropiede organizzato da Pandev; quando Del Piero esce dal suo cono d’ombra ma senza danno alcuno al Napoli; quando Pirlo con il tenace Vidal ed il crescente Marchisio recupera il dominio del gioco. Gli affanni dei due esterni, con Maggio bloccato a destra da Caceres e Estigarribia e il lezioso Zuniga dal ruvido Liechsteiner, sono interrotti da un atto dovuto dell’avvocato Brighi, rigore netto incassato da Lavezzi, un irriducibile Lavezzi. Né sfugge che a lanciare il fantasista argentino sia stato Campagnaro: quante volte si è letto che sarebbe stato un provvidenziale esterno? Al gol di Cavani, 66 esimo in due stagioni, reagisce Conte. Brutalmente fuori Del Piero, dentro Vucinic poi Pepe e Quagliarella per l’ultimo assalto. Mazzarri non ha un centrocampista in panchina e infila Pandev, a Lavezzi spuntano le lacrime quando Mazzarri gli salta al collo per un bacio plateale che soffoca ogni reazione del caliente monello. Finisce così, ciao Napoli, c’è tutto un passato da dimenticare e una Coppa da portare a casa. Su Roma scende una notte dolcissima.

FONTE: REPUBBLICA

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di Luigi Russo Spena
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