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IL CIUCCIO CHE VOLA

Ku fu Pandev?


Ku fu Pandev?
22/09/2011, 14:09

Non ce la faccio a scrivere il risultato
Sono cose che in serie A non dovrebbero capitare, ma con tutto quello che sta capitando si poteva prevedere che potesse capitare e di fatto è capitato. Ma ci auguriamo che non capiti mai più. Non fai in tempo a festeggiare una vittoria epica contro i campioni d’Italia in carica che devi ripartire alla volta di una località che se la digiti sul navigatore satellitare, ti risponde: “Giuvinò, nun songo ‘e ccà, addumandate cchiù annanze”. L’autobus dei titolarissimi del Napoli era partito alla volta di Chievo, ma è rimasto imbottigliato sulla tangenziale. Così Mazzarri è stato costretto a improvvisare una formazione prendendo spunto dai vecchi album di figurine Panini. Il solo Pandev si trovava già al nord, perché una parte dello stipendio gliela versa Moratti, e quindi era arruolabile insieme ai calciatori rinvenuti sull’albo. In panchina veniva invitato a sedersi per l’occasione l’ex Mondonico.
Verso le 19.30, Mazzarri e un paio di titolarissimi, all’altezza di Barberino del Mugello, scendono dall’autobus e fanno l’autostop. Manco a farlo apposta si trova a passare Marco, il ragazzo che aveva dato un passaggio a De Laurentiis in occasione del sorteggio, e in cinque su un ciclomotore e senza casco si dirigono verso Chievo… Quando arrivano la partita è ormai finita. C’è Moscardelli che ha appena ricevuto pallone d’oro e scarpa d’oro, che svolazza per il campo alternando tutte le esultanze rimaste nella storia del calcio italiano e mondiale: si fa un balletto intorno alla bandierina come Juary, poi culla un bimbo non si sa di chi alla Bebeto, dopodiché si porta il pollice in bocca, facendo cadere il pupo a terra. Dopo qualche goffo passo di samba alla Ronaldinho, si mette a gattoni e imita il trenino del barese Protti, fa le capriole alla Oba Oba Martins, fa un tuffo in area come Inzaghi e uno fuori area come Del Piero. Insomma non si fa mancare assolutamente niente. Mazzarri pigia il tasto rewind per capire come è andata la partita. Nonostante l’età, Scarnecchia e Frappampina avevano spinto molto sulle fasce. A centrocampo, Sola e Dal Fiume avevano fatto un lavoro oscuro ma prezioso, come ai tempi d’oro. Palanca aveva colpito due traverse direttamente da calcio d’angolo, con Agostini, e Imbriani che avevano ciccato a turno il tap in sulla linea di porta. Lacrimini e Cupi erano stati quasi commoventi nel cercare di arginare gli attacchi clivensi, ma nulla aveva potuto il povero portiere Mattolini, che soccombeva su un bolide di Moscardelli, susseguente ad un erroraccio di Ignoffo, che pure era stato il migliore in campo. Eppure il portiere indossava i guanti regalatigli da Fiore, le pinne di Garella e le mutande portafortuna di Puzone. 
Mondonico, che durante l’intervallo dichiarava come in tutte le altre partite: “Non sono queste le partite che il Napoli deve vincere”, provava a rinforzare l’attacco con gli innesti di Calderon e Stojak e inseriva Prunier in difesa, che al termine della partita veniva scritturato come testimonial di un noto lassativo francese. Il Mondo tentava una serie di alchimie tattiche, provando la difesa a otto, con due liberi staccati dietro al portiere. Poi tentava il tutto per tutto inventandosi Cornacchia centromediano metodista e Boldini centravanti di manovra, con Agostinelli, travestito da Amanda Lear, per cercare i distrarre il portiere avversario.
Nel recupero, il nuovo entrato Asanovic partiva in contropiede dalla difesa, con uno scatto degno del miglior Rincon, dribblava sei avversari, tre compagni e l’arbitro,  poi vedendo Caccia che stava in fuorigioco da una quindicina d’anni, decideva di dribblare pure il portiere, ma proprio sulla linea di porta, scivolava su una macchia di cookident lasciata da Citterio, e cadeva rovinosamente a terra, provocandosi una frattura dell’ernia al disco! Mazzarri avvolge e riavvolge il nastro più volte per cercare tracce di Pandev, sulle spalle del quale aveva inteso caricare il peso della squadra. Ma il macedone sembra essere stato risucchiato da una delle numerose buche del terreno di gioco. Il tecnico partenopeo vede passare di lì Ignoffo e gli chiede: “Ku fu Pandev?” Ma il difensore siciliano alza le spalle e lo invita al bar a prendere una cassata.  

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di Gianni Puca
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