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Calcio Napoli. Gli otto scontri diretti a Fuorigrotta

La conquista dell'Europa passa per il "San Paolo"


La conquista dell'Europa passa per il 'San Paolo'
01/01/2010, 19:01

NAPOLI - Il Napoli rispetto alle altre squadre ha un fuoriclasse che nessuno può comprare. Ci si appella sempre a lui quando bisogna raggiungere un obiettivo importante. E’ lui che fa fare alla squadra il salto di qualità. Ha appena compiuto cinquant’anni. Lo stadio “San Paolo” sarà determinante per mettere in cassaforte l’Europa. Che sia “Europa league” o “Champions” non fa differenza. Serve l’apporto dello stadio, della tifoseria, dell’entusiasmo degli ultras che nella partite casalinghe riescono a creare col tifo un clima di sano entusiasmo capace, però, di mettere in difficoltà le squadre più blasonate, in termini di rosa, degli azzurri.
Nello sprint finale per l’Europa a Fuorigrotta si giocheranno 8 sfide con le diretti concorrenti. Si parte con un gennaio di fuoco. I primi quindici giorni non sono niente male: il sei a Bergamo contro l’Atalanta, in crisi ma affamata di punti; il 10 primo spareggio per l’Europa con la Sampdoria di Antonio Cassano e poi il 13 contro Amauri e Del Piero per la sfida degli ottavi di Coppa Italia.
Per la rincorsa Uefa, invece, come detto, fino alla fine otto spareggi da giocare nel fortino azzurro: si parte con la Sampdoria. Sette giorni dopo toccherà al Palermo visitare il “San Paolo” mentre sabato 30 sono attesi i fratelli grifoni, il Genoa di Gasperini. Gemellaggio sugli spalti, ma durante i 90 minuti nessun regalo ai rossoblu. Non si guarda in faccia a nessuno così come ha spiegato Walter Mazzarri. Febbraio, invece, come scontro diretto, propone solo la gara con la Roma, il 28 per la precisione mentre marzo sarà il mese decisivo. Nella cassaforte azzurra i tifosi accoglieranno il 14 la Fiorentina e il 24 la Juventus. Ad aprile due partite con le sorprese di questo torneo: l’11 col Parma ed il 25 col Cagliari del presidente Cellino, che sarà accolto sugli spalti dalla pepata e civile ironia tutta partenopea, mentre in campo gli azzurri, col solito vigore agonistico e col dente avvelenato per l’ambiente trovato all’andata in Sardegna, tenteranno di rispedire sull’isola i rossoblù con una sconfitta in valigia senza appello.
Le premesse ci sono tutte. E’ presto per stilare tabelle ma con le prestazioni sfoggiate dai partenopei dall’arrivo del nuovo trainer ad oggi è evidente che si può sognare. Anzi, l’Europa è tutt’altro che un sogno. Il mercato riserverà delle sorprese positive. Aurelio De Laurentiis è pronto per gli ennesimi sacrifici. Mazzarri fornirà indicazioni tecniche e i nomi dei suoi preferiti. Poi dritti, di corsa, verso l’Europa. Molto, però, dipende dal fuoriclasse azzurro che nessuno ha e nessuno può comprare: lo stadio “San Paolo”. Mantenere un ruolino di marcia costante ed otto vittorie casalinghe contro le dirette concorrenti. Un progetto ambizioso e allo stesso tempo possibile. Napoli è già mobilitata. Il “San Paolo” è sempre lì che aspetta. Tocca a lui fare la differenza.

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di Giovanni De Cicco
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